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Volontariato Caritas. L’importanza della formazione

Scritto da il 24 Febbraio 2018

Volontariato Caritas. Partito il corso di formazione per i volontari

Il volontario è una figura importante nel mondo della carità, tassello fondamentale per costruire un ponte di ascolto con il territorio. Lo sa bene Gianni Pizzuti, referente dell’Area Educazione al Volontariato di Caritas Roma, che ogni anno organizza tre corsi formativi per chi desidera offrire il proprio tempo a servizio degli ultimi e che in questi anni ha incontrato centinaia di volontari.

Formarsi all’approccio con la carità

È iniziato lo scorso 19 febbraio e terminerà il 13 aprile, dieci incontri da due ore mezza ciascuno, per un totale di 160 iscritti, con una media di 30 persone a gruppo, che si dividono in 5 parrocchie sulla Diocesi di Roma. Un percorso che include moduli formativi sia teorici sia pratici, per potersi calare nella realtà concreta di chi vive ai margini della nostra città. I primi quattro incontri sono quelli dedicati alla mission della Caritas, ma soprattutto delineano quello che è l’importanza del volontario e del volontariato oggi.

Gianni Pizzuti

«Nel primo incontro presentiamo chi siamo, poi si affronta la questione motivazioni -, ci spiega Gianni Pizzuti –  quella dell’importanza del volontariato, ma anche l’importanza dell’ascolto e del lavorare in equipe»

Ad ogni incontro vengono presentate tre aree di intervento, che raccolgono tutti i servizi della Caritas diocesana, terminati i tre incontri c’è l’assemblea con il direttore della Caritas, e lì c’è l’approfondimento sugli aspetti teologici-pastorali della carità, ma anche il significato dell’appartenenza e dell’identità cristiana. Infine i partecipanti fanno un ultimo incontro per l’assegnazione del servizio, andando nei centri scegli ed iniziando l’esperienza.

Ascolta cosa ci ha raccontato nella puntata de La Porta della Carità del 23 febbraio

 

«Noi diamo loro l’opportunità di scegliere tre servizi in ordine di priorità-, prosegue il responsabile dell’Area Volontariato – e permette al volontario di esprimere una preferenza perché nei centri comprendono appieno il perché della loro attività».

Appena inseriti nei servizi parte la cosiddetta fase di “tirocinio”, ovvero l’esperienza iniziale, che permette di comprendere se la teoria e la pratica combaciano, per poi proseguire con il servizio. Dunque il percorso formativo non si esaurisce dopo le dieci lezioni del corso, ma viene seguito nel tempo, anche dopo una prima fase iniziale, per verificare se il primo inserimento stia funzionando.

Identikit del volontario Caritas

Un volto, quello del volontario Caritas, indubbiamente cambiato in questi ultimi 5 anni, dove due su tre sono donne e circa il 70% è al di sotto dei 50 anni. «Il volontariato segue l’andamento della società -, prosegue Pizzuti – quindi in qualche modo se c’è maggior precarietà e difficoltà all’interno della vita quotidiana, questo si riflette anche sul volontariato». Pizzuti ci racconta come ci sia una eterogeneità di figure professionali che partecipano ai corsi, con una percentuale alta di studenti. «Possiamo dire che il volto del volontariato Caritas di oggi si è sì modificato, ma non dimentichiamo che ci sono volontari che proseguono il loro servizio da 20 anni».

L’importanza dell’ascolto

Elemento trasversale, importante in tutti i servizi offerti da Caritas, è quello dell’ascolto. Per questo il percorso formativo è pensato anche per chi desidera conoscere meglio cosa significa volontariato e ascolto.

«Ci sono alcuni volontari parrocchiali desiderano approfondire temi legati alla realtà del volontariato. Per cui i primi 4 incontri (caritas, volontariato, motivazioni, ascolto e lavoro di rete) per poi proseguire l’esperienza in parrocchia». Un’idea di volontariato Caritas, come “palestra di solidarietà”, perché la persona «ha la possibilità di crescere e sviluppare una certa sensibilità e poi dopo un po’ di tempo torna nel proprio territorio ed insieme ad altre persone attivano dei percorsi, delle attività, che sono a favore delle persone in difficoltà».

Un training alla sussidiarietà e al bene comune per formare anche nuove generazioni. Ai volontari infatti viene chiesto anche di sviluppare un ruolo di accompagnamento attraverso una testimonianza, visto che passano nei centri Caritas tanti giovani delle scuole medie-superiori. Quindi prestare molta attenzione anche alle persone che si avvicinano a questo mondo del volontariato, per essere semi di bene, granelli di speranza.

 


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