Via Crucis al Colosseo, protagonisti i giovani

“Vergogna, pentimento e speranza”. Sono le tre realtà ricordate nella preghiera composta dal Papa e letta dallo stesso Pontefice questa sera al termine della Via Crucis al Colosseo, alla quale hanno preso parte circa 20mila fedeli. Protagonisti, quest’anno,  i giovani “del mare alto”: studenti, ed ex studenti, del Liceo Pilo Albertelli di Roma, di età compresa tra i 16 e i 27 anni.

Sono loro che, dopo aver preparato nei giorni scorsi le meditazioni sotto la guida del professor Andrea Monda, passandosi la Croce lungo le 14 stazioni, hanno ripercorso oggi le ultime ore di vita di Gesù. “Ti vedo, Gesù…”. Questo l’incipit di tutte le riflessioni che, a partire dalla Passione di Cristo nei Vangeli, hanno toccato, via via, i temi più caldi della nostra contemporaneità: i social network e la tecnologia, i migranti e l’incontro con l’altro, le fragilità dell’uomo. 

Dalla Passione di Cristo alla realtà di oggi

via crucis al colosseo - Via Crucis al Colosseo: "Davanti alla croce con vergogna e speranza"

Così, nelle parole di Greta Giglio, 18 anni, Gesù spogliato delle vesti, ricorda quanti oggi, uomini e donne, migranti e giovani che hanno perso la speranza, sono calpestati nella loro dignità. E ancora, nella stazione successiva del Via Crucis al Colosseo, Gesù inchiodato alla Croce, rimanda alla mente, ha sottolineato la studentessa Greta Sandri, a quanto accade oggi on line, dove molti sono “inchiodati” per i motivi più futili e disparati, senza possibilità di perdono.

Ma non solo. A emergere, attraverso la meditazione di Cecilia Nardini, 18 anni, alla sesta stazione, anche il forte contrasto tra il mondo odierno, in cui regna sovrana l’apparenza,  e Veronica che, facendosi largo tra la folla, e senza pensare al giudizio degli altri, corre ad asciugare il volto straziato di Gesù. E ancora, tramite la riflessione sulla settima stazione,“Gesù cade per la seconda volta”, lo studente Francesco Porceddu ha ravvisato le fatiche e le debolezze che ogni uomo affronta quotidianamente nella propria vita.

La preghiera di Papa Francesco

A portare la croce questa sera è stata anche Genevieve Al Haday, suora irachena dell’ordine delle domenicane di Santa Caterina, che nel 2014 riuscì a scampare allo Stato Islamico. Ecco il testo integrale della preghiera composta dal Santo Padre e letta al termine della Via Crucis di questa sera al Colosseo:

Signore Gesù, il nostro sguardo è rivolto a te, pieno di vergogna, di pentimento e di speranza.
Dinanzi al tuo supremo amore ci pervada la vergogna per averti lasciato solo a soffrire per i nostri peccati:
la vergogna per essere scappati dinanzi alla prova pur avendoti detto migliaia di volte: “anche se tutti ti lasciano, io non ti lascerò mai”;
la vergogna di aver scelto Barabba e non te, il potere e non te, l’apparenza e non te, il dio denaro e non te, la mondanità e non l’eternità;
la vergogna per averti tentato con la bocca e con il cuore, ogni volta che ci siamo trovati davanti a una prova, dicendoti: “se tu sei il messia, salvati e noi crederemo!”;

la vergogna perché tante persone, e perfino alcuni tuoi ministri, si sono lasciati ingannare dall’ambizione e dalla vana gloria perdendo la loro degnità e il loro primo amore;
la vergogna perché le nostre generazioni stanno lasciando ai giovani un mondo fratturato dalle divisioni e dalle guerre; un mondo divorato dall’egoismo ove i giovani, i piccoli, i malati, gli anziani sono emarginati; Gesù, la vergogna di aver perso la vergogna;Signore Gesù, dacci sempre la grazia della santa vergogna!

Dinanzi alla tua suprema maestà si accende, nella tenebrosità della nostra disperazione, la scintilla della speranza perché sappiamo che la tua unica misura di amarci è quella di amarci senza misura;
la speranza perché il tuo messaggio continua a ispirare, ancora oggi, tante persone e popoli a che solo il bene può sconfiggere il male e la cattiveria, solo il perdono può abbattere il rancore e la vendetta, solo l’abbraccio fraterno può disperdere l’ostilità e la paura dell’altro;
la speranza perché il tuo sacrificio continua, ancora oggi, a emanare il profumo dell’amore divino che accarezza i cuori di tanti giovani che continuano a consacrarti le loro vite divenendo esempi vivi di carità e di gratuità in questo nostro mondo divorato dalla logica del profitto e del facile guadagno;
la speranza perché tanti missionari e missionarie continuano, ancora oggi, a sfidare l’addormentata coscienzadell’umanità rischiando la vita per servire te nei poveri, negli scartati, negli immigrati, negli invisibili, negli sfruttati, negli affamati e nei carcerati;
la speranza perché la tua Chiesa, santa e fatta da peccatori, continua, ancora oggi, nonostante tutti i tentativi di screditarla, a essere una luce che illumina, incoraggia, solleva e testimonia il tuo amore illimitato per l’umanità, un modello di altruismo, un’arca di salvezza e una fonte di certezza e di verità;
la speranza perché dalla tua croce, frutto dell’avidità e codardia di tanti dottori della Legge e ipocriti, è scaturita la Risurrezione trasformando le tenebre della tomba nel fulgore dell’alba della Domenica senza tramonto, insegnandoci che il tuo amore è la nostra speranza. Signore Gesù, dacci sempre la grazia della santa speranza!

Aiutaci, Figlio dell’uomo, a spogliarci dall’arroganza del ladrone posto alla tua sinistra e dei miopi e dei corrotti, che hanno visto in te un’opportunità da sfruttare, un condannato da criticare, uno sconfitto da deridere, un’altra occasione per addossare sugli altri, e perfino su Dio, le proprie colpe.

Ti chiediamo invece, Figlio di Dio, di immedesimarci col buon ladrone che ti ha guardato con occhi pieni di vergogna, di pentimento e di speranza; che, con gli occhi della fede, ha visto nella tua apparente sconfitta la divina vittoria e così si è inginocchiato dinanzi alla tua misericordia e con onestà ha derubato il paradiso! Amen!