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Tronca incontra Francesco: “Vede Roma con gli occhi del pastore”

“E’ una giornata importante per Roma Capitale e per la sua gestione commissariale”. Così il prefetto Francesco Paolo Tronca, dal novembre 2015 commissario straordinario di Roma, commenta l’udienza dal Papa avvenuta ieri in Vaticano.  Accompagnato da una trentina di persone, tra cui la consorte, i subcommissari, il segretario e vice segretario generale, la segreteria tecnica e lo staff, il commissario ha consegnato a Francesco la Lupa capitolina e la medaglia dei Natali di Roma, custoditi in una scatola bianca appositamente realizzata per lui.

Alla Radio Vaticana, Tronca ha poi riferito la grande emozione, “perché tutti – ha detto – abbiamo vissuto questi momenti con un trasporto e una partecipazione straordinari. Io penso che, oltre ad aver ricevuto un grande onore dal Santo Padre, questo incontro ha avuto un grande valore simbolico, perché ognuno di noi ha dato il vero senso alla dedizione, all’impegno, al sacrificio, ma anche all’entusiasmo con cui ha lavorato in questi sette mesi”.

Il Papa, ha proseguito il prefetto, “ci ha comunicato poi una grande vicinanza, che ci renderà ancora più determinati in quest’ultimo periodo, delicato e difficile, che ci separa dalla fine del nostro mandato. Quello che ci ha colpito è stato anche un messaggio che il Papa ha voluto consegnare nelle nostre mani: ‘Ricordatevi: quello che si semina, prima o poi, darà i suoi frutti’. Ed è questo che conferisce a tutti noi la forza di andare avanti, di svolgere a pieno la nostra responsabilità; anche perché credo che sia messo in moto un processo irreversibile, che porterà ad una maggiore attenzione al rispetto delle regole e della legalità”.

Secondo Tronca, Papa Francesco “vede Roma con gli occhi del pastore che vuole che la città, che è la sede della sua missione, possa rappresentare il meglio e funzionare al meglio. Questa è una responsabilità che, ho percepito, ci ha rimesso ancora di più nelle mani e che ha affidato anche al processo futuro di un sistema che deve assolutamente essere improntato a una buona amministrazione, alla trasparenza, alla funzionalità, all’efficienza, e soprattutto alla sensibilità, nel rispetto delle regole”.

Un cenno anche all’Anno Santo in corso nella Capitale: “Noi – ha detto il commissario – siamo stati investiti fin dall’insediamento, dal 1° novembre 2015, delle responsabilità legate ai programmi giubilari. E continueremo fino in fondo a esercitare questa responsabilità al meglio, cercando di realizzare tutto quello che è previsto dalla Conferenza Stato-Vaticano”.

(da www.zenit.org)

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