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Smartworking: vantaggi e svantaggi del lavoro a distanza

Scritto da il 30 Aprile 2020

Smartworking: ne parliamo con Giuseppe Di Sabatino, addetto alla sicurezza nei luoghi di lavoro e consigliere diocesano dell’AC romana

Mentre l’Italia si incammina verso la cosiddetta fase 2, ad InformAC Flaminia Marinaro ha intervistato Giuseppe Di Sabatino, consigliere diocesano dell’AC di Roma, componente del MLAC (Movimento Lavoratori Azione Cattolica) e addetto alla sicurezza sul lavoro di una società che si occupa del trasporto dell’energia elettrica. La sua testimonianza ci aiuta a capire meglio quali sono i punti di forza e di debolezza di due mesi di smartworking, ma anche le idee e le sensazioni di chi ha dovuto continuare a lavorare in presenza nonostante l’emergenza sanitaria per garantire i servizi principali a tutti i cittadini.

Ridefinire gli spazi di lavoro

«La pandemia del Coronavirus ha messo in crisi i ragionamenti e i modi tipicamente anglosassoni, americani, in genere occidentali di intendere il lavoro- inizia Giuseppe -Mi riferisco ad esempio agli spazi open space, una modalità di strutturare l’ambiente lavorativo che, in una situazione di grave emergenza sanitaria, può facilmente trasformarsi in un focolaio per la diffusione della malattia. Ecco, questi spazi, questi modi di disporsi per lavorare in ufficio, che sicuramente in tempi normali permettono la buona riuscita dell’attività lavorativa favorendo l’immediatezza dello scambio di idee e della collaborazione, andranno rivisti e ripensati, non solo durante l’agognata fase 2, ma anche nel futuro successivo».

Smartworking e lavoro in presenza

Smartworking: vantaggi e svantaggi del lavoro a distanza

Giuseppe Di Sabatino

Nell’azienda dove lavora Giuseppe Di Sabatino, come in tante altre realtà lavorative, il lavoro procede su due binari: c’è chi lavora in ufficio e chi, solitamente, lavora sul campo, si sposta, incontra i clienti. Con l’emergenza, si è fatta più netta la linea di demarcazione che separa le diverse mansioni, destinando allo smartworking chi lavora in ufficio e lasciando chi lavora “sul campo” al lavoro in presenza, pur con le dovute precauzioni: «Certo, la differenza c’è, ma abbiamo continuato tutti a lavorare con lo spirito della collaborazione e del rispetto- dice Giuseppe -Le relazioni tra colleghi che ricoprono diversi ruoli, e che stanno lavorando in maniera diversa, continuano ad essere tranquille e sincere, almeno nel nostro caso. Non ci sono state invidie palesi nei confronti di chi sta in smartworking, anche perché sono state adottate dall’azienda le misure di sicurezza straordinarie per tutelare e proteggere tutti».

Senza orario

«Ad ogni modo, ben poco c’è da invidiare se chi lavora in smartworking non ha più orari ed è sempre reperibile- continua poi Giuseppe Di Sabatino -Lo smartworking, dopo già una settimana di lavoro in questa modalità, diventa davvero alienante e faticoso. Si lavora, paradossalmente, molto di più da casa rispetto a quando si sta in ufficio: tra riunioni a distanza e continue emergenze da affrontare a causa della situazione, che richiede un adattamento in divenire, non si hanno più orari ben definiti».

Lavorare in sicurezza

Se qualche aspetto positivo evidente da subito c’è stato in questa emergenza sanitaria è aver avuto la possibilità di trascorrere più tempo a casa, in famiglia: «Stare per chi ha potuto con i propri parenti è una delle poche cose buone che ricorderemo di questo periodo- conclude Giuseppe prima di salutare -Ma non dimentichiamo che, se siamo rimasti a casa a lavorare, il lato positivo più importante è che ci è stata data la preziosa occasione di restare in sicurezza e in salute, proteggendo noi stessi e i nostri cari».

 

Appuntamenti e news

Si invitano tutti a partecipare alla veglia di preghiera del 1 maggio alle ore 18.00, proposta dal MLAC, dall’AC di Roma e dall’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Roma. Presiederà Monsignor Ruzza. È possibile seguire la veglia tramite il canale youtube del Settore Adulti dell’AC romana.

Per tutte le informazioni, consultare il sito dell’Azione Cattolica diocesana e le pagine social.


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