Signa Veritatis. Don Di Medio: “Ai giovani i sogni e il discernimento”

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Signa Veritatis, “la vita è la più bella delle avventure”

“La vita è la più bella delle avventure, ma solo l’avventuriero lo scopre”. L’aforisma dello scrittore inglese Gilbert K. Chesterton è impresso come monito sulla pagina Facebook del percorso per giovani dai 19 ai 29 anni Signa Veritatis in corso alla parrocchia di San Francesco Saverio alla Garbatella.

Ma non è la sola. Ci sono frasi tratte da Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien e da Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry : “Nel deserto[…] Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio.”

A raccontarci nel dettaglio il percorso di formazione umana e spirituale, avviato nel 2010, il viceparroco convegno missionario giovanile 300x193 - Signa Veritatis. Don Di Medio: "Ai giovani i sogni e il discernimento"Alessandro Di Medio. Si tratta, spiega, di un iter della durata di tre anni. La prima finalità è quella di mettere mano alla propria storia e alla propria vita per affrontare nodi, ferite, ma anche le risorse e le progettualità. Si passa poi, nel secondo anno, al discernimento vocazionale fino a raggiungere nel terzo anno, una relazione più autentica e personale con Dio:

 

Punto di partenza: un’esigenza profonda

Sono già 75 gli iscritti al nuovo nono primo anno di Signa Veritatis al via scorso lo 16 ottobre. È possibile confermare la propria presenza, ricorda don Alessandro, fino ai primi di novembre.

Il percorso (gli incontri sono programma ogni mercoledì alle 21.15 alla parrocchia alla Garbatella) è efficace “solo se si parte da un’esigenza profonda, che non è detto che sia quella giusta”:

I sogni e il discernimento

Incontrando i giovani al Circo Massimo, lo scorso agosto, Papa Francesco aveva affermato: “Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato, non potrà capire la vita, la forza della vita”. A tal proposito, negli ultimi giorni i padri sinodali si sono chiesti quanto sia disposta la Chiesa a lasciarsi “disturbare” dai sogni dei giovani e a camminare con loro per realizzarli con novità e bellezza…

“Bisogna portare i giovani a credere nella possibilità di aspirare a qualcosa di bello” ha ribadito don Alessandro spiegando come Signa Veritatis (e altri progetti tra cui quello con i liceali Trova la tua facoltà) non costruito a tavolino, ma limato nel corso degli anni insieme agli stessi fruitori, sia in linea con quanto emerso nel corso del Sinodo. Con l’esigenza cioè di maggiori iniziative da parte della Chiesa non tanto per i giovani ma con i giovani: