Sentiero Lavoro. Tra sacralità e sviluppo integrale per un lavoro degno

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Sentiero Lavoro. Percorso di approfondimento sui principi della Dottrina Sociale della Chiesa

«Il lavoro è a servizio dell’uomo, a servizio del suo sviluppo e come dice la Chiesa a servizio del suo sviluppo integrale», lo ribadisce con forza Don Francesco Pesce, incaricato della Pastorale Sociale del Vicariato di Roma, che affronta insieme a noi, questo percorso di approfondimento sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

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Don Francesco Pesce

Percorso di riflessione su temi del lavoro, famiglia, ambiente e giustizia sociale, affrontati dall’ottica cristiana, perché la DSC in fondo «sono principi cardine, come il principio della sussidiarietà, affinché il Vangelo passi concretamente nella vita relazionale delle persone, in particolare nella vita comunitaria delle persone».

Come dice il titolo Dottrina Sociale della Chiesa è una azione ecclesiale, che coinvolge tutta la Chiesa, dal Santo Padre, all’episcopato, al clero, fino ai laici, e s’impegna ad entrare nella società dando alcuni principi fondativi, preoccupandosi del bene comune e per dire che il vangelo è un contributo prezioso.

«Non si occupa tanto di lavoro, ma di lavoratori, delle persone».

In questo primo modulo affrontiamo la questione del lavoro, che deve essere «a servizio dell’uomo deve facilitarne la sua crescita sociale, morale e spirituale».

 

«La Chiesa è sempre molto attenta a quelli che si chiamano i “diritti dei lavoratori” -, prosegue Don Pesce, già assistente spirituale di Acli Roma – ma io chiamerei le normali esigenze per una vita normale ed equilibrata che possa godere dei frutti della terra e del lavoro dell’uomo. Quando il lavoro non è degno non può esserci uno sviluppo integrale».

La situazione in Italia

Una dignità, quella del lavoro, che nel nostro paese troppo spesso viene lesa, perché prevalgono altri interessi ed altre logiche. Dal lavoro in nero, a quello sottopagato o addirittura a quello precario, ancora troppe sono le forme di sfruttamento lavorativo che spesso inducono i giovani a lasciare l’Italia.

«Purtroppo sappiamo tutti che il rapporto tra lavoro e sviluppo umano ha delle grandi difficoltà, perché il lavoro non c’è per tutti e spesso quando c’è è precario. Come parroco, non solo come incaricato dell’ufficio, quotidianamente parlo con delle persone che hanno una decrescita nel loro sviluppo, paure, problemi psicologici. Dunque se il lavoro non è degno, non solo non c’è sviluppo, ma c’è sottosviluppo, una decrescita molto pericolosa per la società».

La risposta della Chiesa ha due livelli

Una voce, quella della Chiesa, che ha sempre fatto sentire la sua opinione sulle questioni relative al lavoro. «Come profeti grida il bisogno di un giusto rapporto tra lavoro e sviluppo umano. Inoltre fa anche proposte concrete -, prosegue don Pesce che è anche parroco di Santa Maria ai Monti – soprattutto con i documenti conciliari, i documenti di Paolo VI, che vanno incontro più che al lavoro al lavoratore, per non dimenticarsi mai della centralità della persona».

Al centro c’è l’uomo, tutto il resto deve restare a servizio