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Scrittrici italiane: Nadia Tomasetta, “Ho avuto 10 più”

Scritto da il 2 Marzo 2020

Scrittrici italiane: Nadia Tomasetta

scrittrici italiane, nadia tomasettaA raccontarsi oggi ai microfoni di Gianni Maritati, nella puntata di “Parole in onda”, è Nadia Tomasetta, tra le scrittrici italiane protagoniste dell Festa del Libro e della Lettura di Ostia e autrice della raccolta di racconti  “Ho avuto 10 più”.

Il titolo nasce dalla prima storia «Una bambina arriva a casa felice perché avuto un buon voto. Cerca di comunicare con la famiglia, cerca di leggere questo compito, ma viene zittita perché dà fastidio, perché troppo chiacchierina». La protagonista ha «questo bisogno di esternare questo voto. Lo ritiene un dono». Da qui il verbo “ho avuto” invece che “ho preso”. Questa gioia viene spenta da una famiglia un po’ rigida».

Scrittrici italiane: “Ho avuto 10 più”

Sono racconti che “pescano” nella tua vita personale o sono anche universali?

«Sono storie di vita vissuta ma che secondo me sono comuni a molte persone. Soprattutto quelle che hanno vissuto nella mia stessa epoca avranno vissuto le stesse privazioni, limitazioni. Nessuna tortura, ma sicuramente qualcosa che ha segnato la vita di  questa bambina che poi è rimasta una bimba un po’ ribelle, una donna ribelle…

scrittrici italiane, nadia tomasetta Le storie sono una diversa dall’altra. Gli argomenti sono diversi ma hanno il filo conduttore che è la penna che lo ha scritto: sono tutti al femminile. Avrei potuto intrecciarli e farli diventare un unico romanzo ma la scelta è stata quella di farli rimanere racconti perché vedo che la pigrizia nel leggere viene meno davanti a una storia piccola. (Così si legge sotto l’ombrellone o nell’intervallo mentre si mangia una mela). Quindi lo scopo era anche di spingere alla lettura».

La morale

C’è un racconto al quale sei particolarmente affezionata?

«Forse a quello che sembrerebbe più sciocco. Quello di un viaggio dove il dirimpettaio di una signora comincia a denigrare i napoletani. Io sono napoletana e spesso mi è capitato di sentire dire “Napoli, pizza e mandolino”. Ma ce ne sono anche altri sentimentalmente legati alla mia persona, alla fantasia …»

Ci sono anche degli insegnamenti? Una morale?

«C’è quello sull’elemosina. Un po’ tutti noi ci liberiamo degli spicci dando l’elemosina senza pensare però a cosa cerca quella mano tesa. Magari cerca un sorriso più di una moneta, una condivisione del suo problema. Questo avviene quando sei adulto e ti immedesimi nei problemi degli altri. Ma è una cosa a cui sto spingendo anche i bambini a fare».

Ascolta la puntata precedente


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