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Scrittrici italiane: Francesca Gallus, “Al di qua del mare”

Scritto da il 10 Febbraio 2020

Scrittrici italiane: Francesca Gallus, dalla Sardegna a Ostia

Protagonista della puntata di oggi di “Parole in onda”, condotta dal giornalista Gianni Maritati, è Francesca Gallus, autrice del romanzo autobiografico Al di qual del mare e tra i partecipanti dell’ultima Festa del Libro e della lettura di Ostia. 

Cosa racconti e perché? 

«Ho voluto raccontare per omaggiare i miei ricordi e ciò che ho provato venendo qui a Ostia dalla Sardegna. Avevo 8 anni e mezzo, quasi 9. Allora non sapevo che mi sarei separata dalla Sardegna veramente.

Ho voluto omaggiare anche quel villaggio povero dal cuore grande situato scrittrici italiane, francesca gallustra via della Corazzata e via dell’Idroscalo. Un villaggio senza strade dove noi vivevamo la nostra povertà con tanta semplicità, con tanta dignità anche se eravamo un po’ bistrattati dalle persone che abitavano nella parte “bella” di Ostia.

Questo mi ha ferito sempre un po’, anche il rapporto che avevo con i compagni di scuola. Spesso di notte piangevo per questo dolore che mi portavo dentro.

Crescendo ho voluto omaggiare, invece, tutto questo, ho voluto ricordare le persone che qui vivevano. Non erano solo sardi ma provenivano da altre regioni di Italia. Ho voluto raccontare le loro storie. Il distacco. Ciò che hanno vissuto, come hanno sbarcato il lunario».

Scrittrici italiane: i racconti in “Al di qua del mare”

«Ho raccontato prima la mia storia. Io sono arrivata qui nel ’57. Ho ascoltato la storia di tante persone, anche anziane, arrivate nel 1920 e altri dopo di noi. Una cosa bella che mi è piaciuto raccontare è la solidarietà. Quando arrivava qualcuno dalla Sardegna, ognuno si scrittrici italiane, francesca gallusprodigava a cercargli un lavoro. (Allora era difficile, chi non aveva la residenza non poteva lavorare). Poi si invitava a casa a mangiare.

C’era tanta onestà. Io ricordo che lasciavamo le porte non chiuse a chiave quando uscivamo.

Mio papà faceva l’operaio e poi un giorno ebbe un incidente. Ha messo inavvertitamente la mano nella macchina dove facevano il cemento. Qualcuno lo ha salvato ma è rimasto con la mano infortunata, ha subito diverse operazioni.

In virtù di questo poi ha avuto la precedenza nei posti di lavoro. È stato assunto come commesso alla Standa, prima a Roma e poi a Ostia. Gli volevano tutti bene, ha visto crescere tutte le commesse».

Ascolta l’intervista integrale nella puntata di oggi di Parole in onda:

Ascolta la puntata precedente


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