Sant’Egidio, il Papa a Trastevere per i 50 anni dalla fondazione

Ad annunciare che ci sarebbero state migliaia di persone ad attendere ieri il Papa a Sant’Egidio per i 50 anni dalla fondazione, Monsignor Gnavi. E le aspettative non sono state deluse, nonostante il maltempo.

“Da questa basilica di Santa Maria in Trastevere, cuore della vostra preghiera quotidiana, vorrei abbracciare le vostre comunità sparse nel mondo”, ha detto Francesco salutando tutti, in particolare il professor Andrea Riccardi, “che ha avuto la felice intuizione di questo cammino”, e il presidente Marco Impagliazzo.

La visita di ieri segue quella del 2014. In quell’occasione il Pontefice sintetizzò il carisma della comunità in tre parole (le tre ‘p’): preghiera, poveri, pace. “Camminando così, aiutate a far crescere la compassione nel cuore della società – che è la vera rivoluzione, quella della compassione e della tenerezza, quella che nasce dal cuore –, a far crescere l’amicizia al posto dei fantasmi dell’inimicizia e dell’indifferenza”.

Insieme contro la paura

Ed è dunque un cammino da compiersi insieme, ha detto ancora il Papa alla Comunità di Sant’Egidio, perché il mondo oggi è spesso abitato dalla paura. È una malattia antica: nella Bibbia ricorre spesso l’invito a non avere paura”, ricorda Francesco. “Il nostro tempo conosce grandi paure di fronte alle vaste dimensioni della globalizzazione. E le paure si concentrano spesso su chi è straniero, diverso da noi, povero, come se fosse un nemico“.

“Se siamo da soli, siamo presi facilmente dalla paura. Ma il vostro cammino vi orienta a guardare insieme il futuro: non da soli, non per sé. Insieme con la Chiesa”.

 

La Parola di Dio è la lampada con cui guardare il futuro

Antidoto contro la paura, luce che illumina il buio, “lampada con cui guardare il futuro”, è la Parola di Dio. “Da quando la vostra Comunità è nata”, ha aggiunto Francesco riferendosi a Sant’Egidio,“il mondo è diventato globale: l’economia e le comunicazioni si sono, per così dire, unificate. Ma per tanta gente, specialmente poveri, si sono alzati nuovi muri. Le diversità sono occasione di ostilità e di conflitgiornata mondiale dei poveri 1 e1497432416346 300x180 - Sant'Egidio, 50° anniversario. Papa, il futuro del mondo globale è vivere insiemeto”. Da qui la necessità di costruire una globalizzazione della solidarietà e dello spirito.

“Il futuro del mondo globale è vivere insieme: questo ideale richiede l’impegno di costruire ponti, tenere aperto il dialogo, continuare a incontrarsi”

“Non è solo un fatto politico o organizzativo” ha spiegato Francesco. “Ciascuno è chiamato a cambiare il proprio cuore assumendo uno sguardo misericordioso verso l’altro, per diventare artigiano di pace e profeta di misericordia”.

Il cristiano, infatti, per sua vocazione, “è fratello di ogni uomo, specie se povero, e anche se nemico. Non dite mai: ‘Io che c’entro?’. Uno sguardo misericordioso ci impegna all’audacia creativa dell’amore, ce n’è tanto bisogno! Siamo fratelli di tutti e, per questo, profeti di un mondo nuovo; e la Chiesa è segno di unità del genere umano, tra popoli, famiglie, culture”.