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Francesco a Santa Maddalena di Canossa: “Le chiacchiere sono come bombe”

Santa Maddalena di Canossa

Ieri pomeriggio Papa Francesco si è recato in visita nella Parrocchia romana di Santa Maddalena di Canossa, nella Borgata Ottavia. Tanti i fedeli che lo hanno accolto. Come di consueto, il Santo Padre si è intrattenuto con i più giovani. Prima della messa, ha poi salutato i genitori dei neonati battezzati nell’ultimo anno e ha incontrato anziani e malati.

Santa Maddalena di Canossa, Francesco risponde alle domande dei bambini

“Tu di cosa hai paura?” ha detto una bimba rivolgendosi al Papa. “Io delle streghe”. “Ma le streghe non esistono e non fanno paura”, ha risposto Bergoglio.  “A me spaventa quando una persona è cattiva. Tutti abbiamo il seme della cattiveria dentro ma quando una persona sceglie di essere cattiva mi spaventa perché può fare tanto male, in famiglia, sul posto di lavoro, anche in Vaticano quando c’è il chiacchieraggio“.

“Le chiacchiere, sono come bombe, distruggono cuori e famiglie”, ha detto Papa Francesco ai bambini presenti in Parrocchia.

Il Pontefice ha poi dato un suggerimento ai ragazzi: non abusare dello smartphone. “È bello, questo, perché oggi noi possiamo comunicare dappertutto”, ha detto il Papa: “Ma manca il dialogo. Tutti comunicano, sì, tramite il telefonino, ma non dialogano. Questo è il problema. La mancanza di dialogo. E la mancanza di ascolto. Dobbiamo arrivare al dialogo concreto, e lo dico a voi, giovani. E come si incomincia a dialogare? Con l’orecchio”.

E tra i giovani c’è poi chi gli ha chiesto: “Si paga per diventare Papa?”. “Gesù sceglie chi vuole che faccia il Papa in questo tempo; in un altro tempo sceglie un altro, e un altro, e un altro..”, ha proseguito Francesco spiegando ai ragazzi che il primo Papa, Pietro, non era un santo ma un peccatore.  “Quello che il Signore ti dà è bello, perché quando il Signore ti dà un compito da fare, un lavoro, essere pastore di una parrocchia, o di una diocesi o fare il Papa, pastore, lì, ti dà un compito”.

“Dobbiamo guardare tanto la croce”

Tra la trasfigurazione e la resurrezione “ci sarà un altro volto di Gesù: ci sarà un volto non tanto bello; ci sarà un volto brutto, sfigurato, torturato, disprezzato, insanguinato dalla corona di spine…”. È quanto ha detto il Santo Padre nell’omelia pronunciata ieri durante la visita alla parrocchia di Santa Maddalena di Canossa.

 “Dobbiamo guardare tanto la croce!” è l’invito di Papa Francesco. “Il peccato è la cosa più brutta”, ha commentato il Papa: “Il peccato è l’offesa a Dio, lo schiaffo a Dio, è dire a Dio: ‘Tu non mi importi, io preferisco questo…’. E Gesù si è fatto peccato, si è annientato, si è abbassato fino a lì. E per preparare i discepoli a non scandalizzarsi di vederlo così, in croce, ha fatto questa trasfigurazione”.

E il Santo Padre si è poi soffermato proprio sul peccato. “Noi siamo abituati a parlare dei peccati altrui”, ha detto Francesco: “È una cosa brutta… Invece di parlare dei peccati altrui, non dico di farci peccato noi, perché non possiamo, ma di guardare i nostri peccati e lui, che si è fatto peccato”. “Questo è il cammino verso la Pasqua, verso la Risurrezione”, ha chiarito il Papa: “Con la sicurezza di questa trasfigurazione andare avanti; vedere questo volto tanto luminoso, tanto bello che sarà lo stesso nella Risurrezione e lo stesso che troveremo in Cielo, e anche vedere quest’altro volto, che si è fatto peccato, ha pagato così, per tutti noi”.

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