Santa Croce in Gerusalemme: la santità, una chiamata per tutti

La santità: una chiamata per tutti, un cammino verso la gioiaÈ il titolo della Tavola rotonda in programma martedì 2 ottobre, alle ore 19, alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Si tratta di un momento di incontro e confronto alla luce dell’Esortazione apostolica Gaudete et exultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, e dell’imminente Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento”.

Un’occasione, precisano gli organizzatori, Ac Scuola di Santità Pio XI Associazione Amici di Lorena, “per riscoprire ancora una volta la bellezza di fare memoria nella nostra vita della chiamata alla santità che il Signore fa a ciascuno di noi” in virtù del Battesimo.

La testimonianza di due giovani della Diocesi di Roma

Nell’enciclica pubblicata lo scorso aprile, Papa Francesco spiega che una vita è santa quando sa cogliere l’azione dello Spirito Santo la quale consente di essere “capaci di riconoscere i tempi di Dio e la sua grazia, per non sprecare le ispirazioni del Signore, per non lasciar cadere il suo invito a crescere”.

Ed è quello che hanno fatto due giovani della Diocesi di Roma, Antonietta Meo (Nennolina) e Lorena D’Alessandro, le cui testimonianze saranno ricordate nel corso dell’incontro di martedì prossimo a Santa Croce in Gerusalemme. 

Antonietta Meo - Santa Croce in Gerusalemme, la santità per tutti: giovani come testimoni
Antonietta Meo

Antonietta Meo nasce a Roma il 15 dicembre 1930 in una famiglia di saldi principi morali e religiosi (i genitori sono terziari francescani). È una bambina molto vivace e sveglia, frequenta l’asilo delle suore Missionarie zelatrici del Sacro Cuore e viene iscritta alla Gf di Azione cattolica, nella sezione piccolissime. A meno di sei anni, viene colpita da osteo-sarcoma. Le viene amputata la gamba, che lei offre a Gesù. Il male progredisce. Dopo lunghe sofferenze muore il 3 luglio 1937. Nennolina ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù. È stata dichiarata venerabile da papa Benedetto XVI il 17 dicembre 2007.

Lorena dAlessandro - Santa Croce in Gerusalemme, la santità per tutti: giovani come testimoni
Lorena D’Alessandro

Nata a Roma nel 1964, Lorena D’Alessandro, primogenita di tre figli, all’età di 10 anni viene ricoverata al Policlinico Gemelli, dove subisce un trapianto osseo a causa di un tumore alla gamba che le verrà in seguito amputata. Studentessa al liceo classico, Lorena canta nell’animazione della Messa e fa la catechista nella sua parrocchia alla Rustica. Entra anche a far parte di un gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo. Nel gennaio 1981, le viene diagnosticato un tumore al polmone sinistro con metastasi diffuse, che la porterà alla morte in tre mesi. L’8 aprile 2003 si è conclusa, presso il Vicariato di Roma, la fase diocesana della sua causa di beatificazione.

Gli interventi in programma

Diversi gli interventi in programma nel corso dell’incontro di martedì prossimo. Monsignor Maurizio Tagliaferri, relatore presso la Congregazione della Cause dei Santi, discuterà su “Gaudete et exsultate, la santità secondo papa Francesco”. Anna Teresa Borrelli (postulatrice Antonietta Meo) parlerà, invece, di  “Antonietta Meo: la sapienza dei piccoli del Vangelo”.

Presenti anche don Antonio Magnotta, direttore del Servizio per la pastorale giovanile della Diocesi di Roma, con un intervento su “La santità: un cammino a misura di giovani”,  Paolo Vilotta (postulatore Lorena D’Alessandro) che illustrerà “l’iter della causa di beatificazione” e  don Patrizio Milano (assistente spirituale Associazione Amici di Lorena)che farà luce su “La dimensione della santità in Lorena”. Modererà Angelo Zema, direttore del settimanale Roma Sette