A San Policarpo le esequie di Susanna Rufi

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Oltre un migliaio di persone si sono strette nel pomeriggio del 4 agosto intorno ai familiari di Susanna Rufi, la diciottenne romana, stroncata da meningite fulminante, al ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia. Le esequie, presiedute dal cardinale vicario della diocesi di Roma, Agostino Vallini, presso la parrocchia di San Policarpo al Tuscolano, sono state concelebrate dal vescovo ausiliare, monsignor Guerino Di Tora, dal parroco don Alessandro Zenobbi e da altri venti sacerdoti.

La morte improvvisa di una ragazza così giovane suscita molti interrogativi e pone anche i credenti di fronte ad “un’ora di buio”, ha commentato il cardinale Vallini durante l’omelia.

“Perché Susanna è morta? Una domanda atroce: perché proprio questa giovane buona e generosa, che insieme a un altro milione e mezzo di giovani ha vissuto giorni belli, di speranza e di fede gioiosa?”, ha detto il porporato.

Un evento così tragico lascia la ragione muta, lasciando aperta soltanto la “strada difficile” del Vangelo, che ci ricorda: “dopo tre giorni Gesù risorge, perché cercate il vivente tra i morti?”.

Allora, ha sottolineato il cardinale Vallini, è necessario “percorrere il buio, sapendo e credendo che, se Gesù Cristo è vivo, lo siamo anche noi”.

Pertanto, ha concluso il porporato, “noi possiamo non comprendere – perché non si comprende – ma abbandonarci nel mistero dell’amore onnipotente di Dio e credere che Susanna oggi è in Paradiso”.

Da parte sua don Pino Conforti, uno dei concelebranti, che ha guidato a Cracovia, il gruppo in cui era presente la ragazza, ha detto: “Susanna è un angelo, una ragazza acqua e sapone, casa e chiesa, il sogno di tanti genitori. La tua vita è stata una freccia volata via attraversandoci il cuore. Guidaci tu, anche se hai soltanto 19 anni”.

(da www.zenit.org)