San Paolo fuori le Mura, i Secondi Vespri con il Papa

Papa Francesco ha celebrato i Secondi Vespri della solennità della Conversione di San Paolo Apostolo nella basilica di San Paolo fuori le Mura, a conclusione, ieri, della 51ª Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sul tema: “Potente è la tua mano, Signore”. 

A prendere parte alla celebrazione i rappresentanti delle altre Chiese e comunità ecclesiali presenti a Roma. “Tutti noi cristiani siamo passati attraverso le acque del Battesimo e la grazia del Sacramento ha distrutto i nostri nemici, il peccato e la morte” ha ricordato Francesco. “Usciti dalle acque abbiamo raggiunto la libertà dei figli. Siamo emersi come popolo, come comunità di fratelli e sorelle salvati, come ‘concittadini dei santi e familiari di Dio’”.

“Condividiamo l’esperienza fondamentale”, ha precisato il Santo Padre: “la grazia di Dio, la sua misericordia potente nel salvarci”. Nella vita, ha proseguito, “sperimentiamo poi la tenerezza di Dio, che nella nostra quotidianità ci salva amorevolmente dal peccato, dalla paura e dall’angoscia. Queste esperienze preziose vanno custodite nel cuore e nella memoria. Ma, come fu per Mosè, le esperienze individuali si legano a una storia ancora più grande, quella della salvezza del popolo di Dio”.

San Paolo, apostolo di Cristo

A fare esperienza della grazia lo stesso San Paolo. Dio lo ha chiamato a diventare, da persecutore, apostolo di Cristo. “La grazia di Dio ha spinto pure lui a cercare la comunione con altri cristiani, da subito, prima a Damasco e poi a Gerusalemme”.

Man mano che cresciamo nella vita spirituale, ha detto Francesco durante la celebrazione alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, “comprendiamo sempre meglio che la grazia ci raggiunge insieme agli altri ed è da condividere con gli altri. Così, quando innalzo il mio rendimento di grazie a Dio per quanto ha compiuto in me, scopro di non cantare da solo, perché altri fratelli e sorelle hanno il mio stesso canto di lode”. E “le varie Confessioni cristiane hanno fatto questa esperienza”.

Così, “anche quando le divergenze ci separano, riconosciamo di appartenere al popolo dei redenti, alla stessa famiglia di fratelli e sorelle amati dall’unico Padre”. Come il popolo eletto, dopo la liberazione, “ha intrapreso un lungo e difficile viaggio attraverso il deserto, spesso vacillando, ma attingendo forza dal ricordo dell’opera salvifica di Dio e dalla sua presenza sempre vicina”, “anche i cristiani di oggi – ha affermato il Santo Padre – incontrano nel cammino molte difficoltà, circondati da tanti deserti spirituali, che fanno inaridire la speranza e la gioia”.

 I cristiani e le sfide di oggi

Il Santo Padre ha ricordato i fratelli che anche oggi subiscono persecuzioni per il nome di Cristo. “I cristiani affrontano oggi sfide che sviliscono la dignità umana: fuggono da situazioni di conflitto e di miseria. Sono vittime della tratta degli esseri umani e di altre schiavitù moderne. Patiscono gli stenti e la fame, in un mondo sempre più ricco di mezzi e povero di amore, dove continuano ad aumentare le disuguaglianze”. Ma, come gli israeliti dell’Esodo, “i cristiani sono chiamati a custodire insieme il ricordo di quanto Dio ha compiuto in loro. Ravvivando questa memoria, possiamo sostenerci gli uni gli altri e affrontare, armati solo di Gesù e della dolce forza del suo Vangelo, ogni sfida con coraggio e speranza”.

 

 

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