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San Giuseppe: Trionfale, porte chiuse ma cuore aperto

Scritto da il 17 Marzo 2020

San Giuseppe: la festa al Trionfale ai tempi del Coronavirus

Quest’anno, 150° anniversario della proclamazione di San Giuseppe patrono della Chiesa universale e 50° dell’elevazione della parrocchia a Basilica, la festa al Trionfale sarebbe stata davvero grande. Ma con l’emergenza coronavirus, che chiude le porte e ci tiene lontani, si fa quel che si può.

«Stiamo rilanciando iniziative diverse con un carattere pastorale social e mass mediatico. – racconta ai nostri microfoni il parroco don Wladimiro Bogoni – Quindi si farà in modo che giovedì 19 marzo ci siano san giuseppe, trionfale, coronaviruscomunque dei momenti importanti nonostante non ci sia la presenza fisica dei pellegrini.

Non solo le celebrazione eucaristica in diretta streaming sulla pagina Facebook, metodo che anche altre chiese di Roma, dalla Garbatella a Corviale, dal Torrino a  Primavalle, hanno adottato, ma anche una proposta che arriva dalla Diocesi di Milano, tra le più colpite dall’emergenza sanitaria.

Sull’esempio di don Giuseppe Corbari, vicario parrocchiale di Robbiano, frazione di Giussano, in provincia di Monza Brianza, don Wladimiro ha invitato la popolazione i fedeli di San Giuseppe al Trionfale «a scattarsi una foto o un selfie da inviare ai nostri indirizzi». Una volta stampati saranno collocati «sui banchi in occasione della Santa Messa della celebrazione solenne in diretta streaming delle ore 19 del 19 marzo».

san giuseppe, trionfale«La Basilica, così, si riempirà dei volti dei devoti di San Giuseppe». Durante la Messa a porte chiuse «non pregheremo con i banchi vuoti ma ci sarà il volto di centinaia di persone».

 

Il Flash Mob di San Giuseppe e il concorso dei disegni

Ma non solo. Sempre il 19 marzo alle ore 18.30 ci sarà il Flash mob di San Giuseppe. «Inviteremo le persone, fedeli, parrocchiani,  – spiega ancora don Wladimiro – ad affacciarsi dai loro balconi e terrazze e a gridare per tre volte “Viva San Giuseppe”, accompagnati dal suono delle nostre campane». Una manifestazione che prende spunto «da quella che si vive tutti i giorni alle 18 con il popolo italiano san giuseppe, andra tutto bene, coronavirus

che, attraverso le canzoni e gli inni, prova per un momento a esultare insieme.

Poi abbiamo pensato a un concorso di disegno e foto per i bambini e i giovani. Questa iniziativa parte dall’oratorio e dal viceparroco don Salvatore il quale ha invitato i giovani a preparare dei disegni e delle foto che raccontino e facciano ricordare la festa di San Giuseppe. Il materiale sarà spedito entro sabato, la premiazione sarà fatta durante la Messa, sempre a porte chiuse, di domenica 22.

Ci stiamo dando da fare proprio per coinvolgere e tenere sempre vivo questo tessuto di appartenenza della nostra popolazione».

San Giuseppe: i 150 anni nel cuore della città

san giuseppe, trionfale«Avevamo preparato dei festeggiamenti solenni attraverso i quali ricollocare la festa di San Giuseppe, che per molti decenni è stata la festa della città di Roma, nel cuore e nel centro di Roma. In questi ultimi anni, infatti – aggiunge don Wladimiro – si era relegata un po’ nei quartieri Trionfale e Prati.

Il Signore però ha sempre dei progetti che noi non conosciamo. Ci dobbiamo fidare di Lui, Lui ci conduce e ci prende per mano.

Doveva essere proprio un Giubileo imponente e importante ma San Giuseppe è l’uomo della mitezza e dell’umiltà. Probabilmente avrà voluto che noi prendessimo un’altra strada. San Giuseppe a porte chiuse, ma a cuore aperto».

 

Ascolta l’intervista al parroco di San Giuseppe al Trionfale don Wladimiro Bogoni 

 

San Giuseppe: Cei, l’invito alla preghiera

Così il prossimo 19 marzo, in questo momento di emergenza sanitaria, si vivrà davvero a cuore aperto nonostante le porte chiuse. La CEI ha invitato ogni fedele, ogni comunità religiosa di Italia a recitare il Rosario (misteri della luce). Tutti insieme, ognuno dalla proprie abitazioni, alle ore 21.

Come segno concreto, i vescovi italiani invitano anche a esporre alle finestre delle case un piccolo drappo bianco o una candela accesa, «segni della speranza e della luce della fede».

 

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