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Robert Cheaib: “Egoismo è amicizia con sé”

Scritto da il 6 Aprile 2020

Robert Cheaib: l’egoista odia se stesso

robert cheaib 6

L’amore per se stessi è proprio l’opposto dell’egoismo. L’egoismo di una persona è spesso indizio della sua incapacità di amarsi.

Lo psicologo Erich Fromm scrive: “Egoismo e amore per se stessi, anziché essere uguali sono opposti. L’egoista non ama troppo se stesso ma troppo poco. In realtà odia sé stesso”. Questa mancanza di amore per sé, che è solo un’espressione di mancanza di produttività, lo lascia vuoto e frustrato.

L’egoista non solo non ama gli altri ma non ama neppure sé stesso. È ripiegato su di sé in maniera ossessiva e nevrotica. È la pietra tombale di se stesso. Non amando non trova motivi di amabilità in sé. Inconsciamente disprezza e odia se stesso. È il contrario dell’esistenza monastica di cui abbiamo parlato in precedenza perché è un essere doppio, spezzato in due, tra amore e odio per se stesso, tra ripiegamento su di sé e fuga da sé.

L’egoismo è un bag di sistema, per parlare in gergo informatico, è un cortocircuito dell’amore, è miopia, non ha lungimiranza.

Robert Cheaib: l’egoismo che crea catene

robert cheaib catenaC’è un altro tipo di egoismo, più sottile, quello di chi è totalmente altruista.

Solitamente sono quelle persone che dicono di non pensare mai a sé stesse. Sono totalmente dedite agli altri ma con un neo: ricordano sempre agli altri quanto sono dimentiche di sé e dedite a loro.

Non creano relazioni ma catene, con filamenti di sensi di colpa: “E io che penso sempre a te? E io che ti ho fatto questo e quello? E tu invece non pensi a me”?

Apparentemente non pensano a sé ma vogliono orientare tutti gli altri a pensare a loro.

Fromm: “Se una persona ama solo gli altri significa che non ama affatto”

Fromm ha analizzato questa tipologia di altruismo nevrotico, mostrando che dietro la facciata di altruismo si cela una sottile ma tenace concentrazione su se stessi.

Nel suo egocentrismo, l’egocentrico proietta nella propria coscienza l’illusione di vivere solamente per gli altri, meritando così il diritto di concentrarli su di sé e di richiamarli tutti a sé, ricattandoli alla gratitudine verso il suo mirabile altruismo. Fromm poi aggiunge che se una persona ama solo gli altri significa che non ama affatto.

D’altronde anche la Bibbia nel Siracide ci ricorda: “Chi è cattivo con sé stesso, con chi sarà buono? Nessuno è peggiore di chi danneggia se stesso”.

Robert Cheaib: cos’è dunque l’amore buono verso se stessi?

Per parlarne utilizziamo un termine antico “filautia” che significa letteralmente amicizia con sé stessi.

Se il buon amico è per noi un’altra anima, a maggior ragione la nostra anima deve essere una buona amica di sé. L’amico vero non ci lascia indugiare nell’egoismo ma ci aiuta ad aggiustarci, senza perciò ergersi a nostro giudice o giustiziere. Similmente, chi è realmente amico di sé stesso non è egoista e malato d’amor proprio ma è una persona che esige il meglio da sé e per sé.

Chi è amico con sé non si fa sconti ma allo stesso tempo non passa la vita a scontare pene di sensi di colpa inutili.

La sua sana “filautia” non lo fa affogare nel lago del suo ego ma lo fa diventare un fiume di vita e di attenzione che scorre serenamente nella vita di chi lo circonda, contagiando vita e vitalità.

(Trascrizione del testo a cura di Antoine Ruiz)

Ascolta la sesta puntata del “Gioco dell’amore” con Robert Cheaib


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