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Robert Cheaib: l’altro è un aiuto contro me stesso

Scritto da il 30 Aprile 2020

Robert Cheaib: si parte dalla Genesi

robert cheaib genesi

Non sono io a pensarlo, è la Bibbia.

Partiamo però per gradi.

A differenza di quello che solitamente pensiamo, il secondo capitolo del libro della Genesi non parla della creazione del maschio e poi della donna ma della creazione dell’umano.

La parola ebraica adam deriva infatti da adamah che vuol dire la Terra, per cui Adamo significa letteralmente il terrestre, colui che è tratto dalla Terra.

Non si parla quindi ancora del signor Adamo. Questo avviene solo in Genesi 4.

Ora, quest’umano che non è ancora né maschio né femmina, è posto di fronte alla creazione e agli animali perché non è bene che sia solo.

Il Creatore nota però che qualcosa non va lo stesso: nessuna di queste creature era per l’umano un aiuto che gli corrispondesse.

Le due parole ebraiche usate, heizer e kenecdoh, possono essere tradotte anche così: un aiuto di fronte a lui, un aiuto contro sé stesso.

Robert Cheaib: Dio ha creato l’altro come antidoto dell’ego

robert cheaib incontroSe volessimo interpretare l’intento di questo testo, potremmo dire che Dio crea per l’umano un’alterità per essere un aiuto contro di sé, contro il proprio egoismo e narcisismo, un antidoto contro la sua autoreferenzialità.

È un po’ come per quelle famiglie che fanno il secondo figlio per salvare il primo dal diventare un super-ego ambulante, in una parola un Caino.

L’altro è posto d’innanzi per non farmi affogare nell’ego, per aiutarmi a vivere l’esodo dell’amore.

Scrive Mark Hederman: “L’incontro autentico di amore è l’unica forza sufficientemente impetuosa da obbligarci a lasciare il confortevole rifugio del nostro individualismo ben difeso ad uscire dal guscio inespugnabile della nostra autosufficienza e farci uscire carponi verso la zona del pericolo. Il crogiuolo dell’individualità si purifica e diventa persona”.

Un altro simpatico particolare di “Genesi 2” è la prima volta che si riporta una parola dell’umano e avviene quando l’uomo incontra la donna. Prima parla nominando le cose ma le parole non sono riportate.

Quando poi l’uomo incontra la donna dice la sua prima parola con un impeto di esultazione ed esaltazione.

Considereremo queste parole nella prossima puntata ma qui osserviamo che nell’incontro c’è una sovrabbondanza che fa addirittura aprire bocca pure al maschio e lo trasforma in poeta.

Felicità di coppia: l’altro colma le attese del cuore

Il testo sembra mostrare come l’incontro con l’altro sciolga il cuore e la lingua. L’altro è l’inatteso che colma le attese del cuore.

La felicità si insinua nella vita a ritmo di sorpresa, attraverso porte che apriamo forse involontariamente ma provvidenzialmente. L’incontro è pieno di promesse. Richiede però un serio lavoro sulle premesse perché l’amore di coppia non è una corsa sprint di cento metri ma una maratona lunga tutta la vita.

(Trascrizione del testo a cura di Antoine Ruiz)

Ascolta la dodicesima puntata del “Gioco dell’amore” con Robert Cheaib


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