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Robert Cheaib: abbracci e baci

Scritto da il 1 Giugno 2020

Robert Cheaib: la tenerezza deve essere concreta

La tenerezza non è fatta di idee ma di fatti.

La forza della tenerezza svanirebbe se fosse solamente poesia e belle parole. La tenerezza deve arrivare ai gesti, alla carne, al concreto.

Per questo guardiamo brevemente alla forza di tenerezza che sprigionano due gesti: l’abbraccio e il bacio.

La tenerezza è il sacramento dell’interezza. Il suo simbolo eloquente è l’abbraccio.

Robert Cheaib: l’abbraccio, paradigma della relazione

robert cheaib abbraccio

La capacità di accogliere l’altro nei suoi angeli e demoni.

Se vogliamo esorcizzare i demoni di qualcuno dobbiamo prima accoglierlo. L’abbraccio è un’ellisse, non un cerchio. Non è circuire l’altro ma circondarlo. Non è togliergli il respiro ma accogliere i suoi sospiri, cogliere le sue aspirazioni e condividere le sue speranze.

L’abbraccio è diverso dalla stretta forzata perché stringe senza costringere. Si aprono le braccia per ricevere, si chiudono per accogliere, riservando all’altro una dimora nella propria intimità.

Lo stringere in un abbraccio è paradigma della relazione non violenta. Nella tenerezza dell’accoglienza ognuno diventa spazio, casa e ospitalità.

A volte abbiamo il desiderio che l’altro ci abbracci così forte da rompere la cassa toracica, liberare il cuore e ricomporre l’essere. Infatti, ci sentiamo realmente amati quando possiamo mostrarci nella nostra verità, nella nostra debolezza, senza che questo diventi per l’altro un’occasione per dimostrare la sua forza e la sua prevaricazione. L’abbraccio infine è un gesto di custodia, custodia della gioia dell’altro.

Robert Cheaib: il bacio, trasfigurazione della bocca

robert cheaib 17a

René Habachi scrive: “Nell’amore più bello non esiste altro sogno che quello di salvaguardare la gioia dell’altro. Il bacio è quando la parola diventa contatto, carne, comunicazione di respiro”.

È bellissimo che in ebraico si usi la stessa parola nephesh per dire sia anima, sia respiro. In questo senso, quando ci baciamo comunichiamo entrambe le cose.

Il bacio è il letto verginale delle anime, erotizza lo spirito e spiritualizza la carne.

Con la bocca solitamente mangiamo, consumiamo.

Il bacio è una trasfigurazione della bocca, una vittoria sulla logica del consumo. Baciando superiamo il bisogno, verso il desiderio. Il cibo si consuma, i baci si danno. Mangiare assimila, baciare custodisce.

La bocca, che solitamente ingerisce e trasforma tutto in sé, si spiritualizza con i baci perché ogni bacio sincero, stampato sull’essere dell’altro, è una confessione della sua alterità.

Il bacio non può darsi a sé stesso; dare un bacio è una confessione assoluta dell’alterità.

Nel bacio comunichiamo la nostra anima e allo stesso tempo accogliamo quella dell’altro.

Percy Shelley scrive: “L’anima incontra l’anima sulle labbra degli amanti”.

(Trascrizione del testo a cura di Antoine Ruiz)

Ascolta la diciassettesima puntata del “Gioco dell’amore” con Robert Cheaib


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