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Robert Cheaib: l’educazione parte dal dialogo

Scritto da il 31 Maggio 2020

Robert Cheaib: in questa ultima puntata della serie “Educare i figli alla fede”, il teologo ci spiega come una vera educazione di  prima mano parte sempre da un dialogo con i propri figli e dal parlare a loro con il cuore in mano.

In questa puntata proseguiremo il filone della fede personale che chiude la nostra riflessione su questo argomento. Vorrei parlare della fede di prima mano. Cosa significa?

Non ve lo voglio dire in maniera concettuale ma riportando alla mente un famoso passo del capitolo quarto del Vangelo di Giovanni, in cui troviamo l’incontro di Gesù con una samaritana la quale, dopo un bellissimo dialogo con Lui, lascia la brocca e va a parlare con i suoi compaesani chiedendo loro se quest’uomo potrebbe essere il Messia. Questi, incuriositi, invitano Gesù a rimanere con loro un po’ di tempo.

Il passo ci dice una cosa bellissima, che dopo qualche giorno i samaritani si rivolgono alla donna dicendole: “Non è per i tuoi discorsi che noi crediamo ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che Questi è veramente il salvatore del mondo”.

Mi auguro che un giorno i vostri figli e i miei ci dicano che noi abbiamo portato loro Gesù, che abbiamo parlato di lui ma che adesso non lo conoscono solo per sentito dire ma per aver fatto esperienza.

Robert Cheaib: i genitori sono i primi catechisti

A questa esperienza possiamo contribuire tramite diverse cose. Personalmente tengo ad un momento che esercito tutt’ora con i miei figli e che spero di portare avanti per tanto tempo ancora, la “chiacchierata serale”, che Don Bosco chiamava “buona notte”. È una cosa simile. Sono pochi minuti in cui si chiacchiera, forse anche di altre cose e non necessariamente di fede.

È bene che i genitori siano i catechisti dei loro figli ma non solo catechisti perché sarebbe veramente terribile se con i figli parlassimo solo di fede, di questioni di Chiesa. Si tratta di un momento di dialogo, sacro, che, vi assicuro, nella mia esperienza (almeno per ora) i miei figli desiderano più di me.

Quando sono stanco, quando non mi va o quando sono arrabbiato con loro per qualcosa che è andata storta durante la giornata, i miei figli chiedono scusa pregandomi di non saltare la chiacchierata.

In questa chiacchierata arriva il momento in cui, a seconda dell’età, il loro cuore si apre con le domande ma anche con le esperienze ed è bellissimo camminare insieme.

Robert Cheaib: l’importanza di alimentare il dialogo con i figli

Ho detto di volervi dare un paio di strumenti e questo è uno dei due: non facciamo passare troppo tempo senza

Robert Cheaib

Padre Henri Caffarel

incontrarci con i nostri figli perché crescono troppo in fretta.

Se parliamo con loro una volta ogni quindici giorni o una volta al mese, ci troveremo davanti ad estranei.

La seconda cosa è quella di non insegnare solo preghiere ma di insegnare anche a pregare. Facciamo loro capire che la preghiera passa sì per quelle che abbiamo imparato ma è un cuore aperto al Signore.

Quando avevo quindici anni ho letto un passo di Padre Henri Caffarel, in cui egli stesso racconta che un giorno visitando un’abbazia si confrontò con l’abbate che gli raccontò del suo primo vero incontro con il Signore.

Questo primo incontro è nato dal semplice invito ad andare da Lui e parlargli.

Questa è la preghiera, aprire il cuore a Dio.

Robert Cheaib: parlare ai propri figli con il cuore in mano

Vorrei chiudere questa puntata con una frase di John Henry Newman che mi è venuta in mente proprio pensando a Padre Caffarel e a quel suo racconto: “Il cuore parla al cuore”.

Questo è il segreto dell’educazione. Dobbiamo parlare ai nostri figli con il cuore in mano e invitarli ad aprire il loro cuore a Dio. Chiudo tutto questo con il segreto educativo di Don Bosco che dice: “Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore e che Dio solo ne è il padrone e noi non potremmo riuscire a cosa alcuna se Dio non ce ne insegnasse l’arte e non ce ne mettesse in mano le chiavi. Il Signore prenda la vostra mano, vi dia la chiave del vostro e del suo cuore, ma anche quella del cuore dei vostri figli, per mettervi dentro la sorgente di acqua viva: Gesù Cristo”.

(Trascrizione del testo a cura di Antoine Ruiz) 

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