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Rifugiati e richiedenti asilo: Centro Astalli, rapporto annuale 2019

Scritto da il 5 Aprile 2019

Rifugiati e richiedenti asilo: il Centro Astalli a Roma

Un anno di attività e servizi in favore di rifugiati e richiedenti asilo grazie al contributo di quanti si sono offerti di fare volontariato (Solo nella sede di Roma più di 200): italiani, stranieri, o seconde e terze generazioni di migranti in Italia e anche rifugiati.

Undici i progetti avviati o conclusi nel 2018 concentrati in particolare sul potenziamento dei servizi e delle attività finalizzate all’inclusione sociale specie dei più vulnerabili: minori non accompagnati, nuclei familiari monoparentali, persone con traumi importanti. Una “sfida spesso ostile”, anche a causa del venir meno del sostegno delle istituzioni e il moltiplicarsi degli ostacoli burocratici.

È la fotografia che emerge, dal rapporto annuale 2019 presentato ieri al Centro Astalli.

rifugiati e richiedenti asilo, centro astalliNell’ultimo anno sono state accolte circa 25.000 persone, di cui 12.000 soltanto Roma. I pasti distribuiti sono stati 54.417 e le persone accolte sono state 1.018, di cui 375 nella Capitale (232 nei centri Sprar e 143 nelle comunità di ospitalità) dove si distribuiscono 200 pasti al giorno.

Inoltre, sempre a Roma sono state sostenute 521 persone, il 35 % in più rispetto l’anno precedente, mentre 119 persone si sono rivolte al progetto Comunità di Ospitalità in cerca di soluzioni alloggiative e 61 nuovi beneficiari sono stati inseriti nel programma che il Centro Astalli gestisce in collaborazione con 29 congregazioni religiose.

Rifugiati e richiedenti asilo: “Investiamo nel patrimonio sociale”

“Per spezzare il circolo vizioso di divisioni e diffidenza che sembrano moltiplicarsi ogni giorno, crediamo sia importante investire nel patrimonio sociale delle nostre comunità, valorizzando le diversità antiche e nuove che le possono rendere più ricche e forti”. È questo il messaggio lanciato dal Centro Astalli che “si sforza di costruire ogni giorno spazi di cittadinanza e giustizia”, cercando soluzioni che vadano incontro alle esigenze dei rifugiati e richiedenti asilo.

Così nei progetti di sensibilizzazione del Centro Astalli, si legge ancora nel rapporto, in circa 200 istituti scolastici di 15 città italiane sono stati coinvolti 27.124 studenti: il loro numero supera di poco quello dei migranti accompagnati nei diversi servizi (circa 25.000). “Questo dato dimostra efficacemente che la costruzione di comunità è un percorso da pensare e realizzare insieme, puntando specialmente sul protagonismo dei più giovani, italiani e migranti“.

Rifugiati e richiedenti asilo: padre Ripamonti, “Come Bartimeo”

A intervenire ieri, in occasione della presentazione del rapporto annuale, il presidente del Centro Astalli padre Camillo Ripamonti.

rifugiati e richiedenti asilo, centro astalli, www.radiopiu.eu

Presentazione del rapporto annuale 2019 del Centro Astalli (Foto Centro Astalli)

“Come Bartimeo (cieco che sedeva ai bordi della strada a mendicare), quanti poveri sono oggi al bordo della strada cercano un senso alla loro condizione! Attendono che qualcuno si avvicini loro e dica: «Coraggio! Alzati, ti chiama!»

Purtroppo si verifica spesso che, al contrario, le voci che si sentono sono quelle del rimprovero e dell’invito a tacere e a subire. Sono voci stonate, spesso determinate da una fobia per i poveri, considerati non solo come persone indigenti, ma anche come gente portatrice di insicurezza, instabilità, disorientamento dalle abitudini quotidiane e,pertanto, da respingere e tenere lontani. Si tende a creare distanza tra sé e loro!”.

L’Italia che ricuce

“Volevamo mostrare che esiste un Paese, e lo sperimentiamo ogni giorno, fatto di giovani studenti, lavoratori e pensionati, religiosi e religiose, una comunità viva
composta di donne e uomini, un noi mai escludente dove sentirsi a casa, sentirsi casa. «È
l’“Italia che ricuce” e che dà fiducia» come diceva il Presidente della Repubblica nel Messaggio di fine anno 2018. Pensiamo che questo sia il modo migliore per vincere la cultura dello scarto“.

“Ringrazio voi – ha detto padre Camillo Ripamonti rivolgendosi ai rifugiati, – compagni di un cammino che quest’anno è stato più difficile del solito. Non abbandonateci, abbiamo bisogno del vostro coraggio per non smarrire la nostra umanità e il senso del nostro fraterno vivere civile“.


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