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Raimondo Lullo, l’incontro fra culture in mostra alla Basilica di Sant’Antonio

Scritto da il 14 Febbraio 2017

“Raimundus, Christianus Arabicus: Raimondo Lullo e l’incontro fra culture”. Questo il titolo della mostra che sarà inaugurata il prossimo 22 febbraio nella cripta della Basilica di Sant’Antonio a Roma. L’iniziativa è a cura della Pontificia Università Antonianum di Roma in collaborazione con Instituto Europeo del Mediterráneo, l’Università Sapienza di Roma, e l’Instituto Cervantes.

La mostra

Allestita in occasione del settimo centenario della morte di Raimondo Lullo, l’esposizione ripercorre la vita e l’opera del filosofo e missionario con l’intento di sottolinearne la capacità di dialogo interculturale con il mondo musulmano.

La mostra si potrà visitare fino a sabato 1 aprile, dal lunedì al giovedì e alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Sarà inoltre possibile richiedere informazioni sulle visite guidate del venerdì e del sabato scrivendo all’indirizzo e-mail [email protected]

Raimondo Lullo – Ritratto di Riccardo Anckermann (XIX secolo)

Raimondo Lullo

Nato a Palma di Maiorca nel 1232, Raimondo Lullo è stato uno scrittore, un teologo e un astrologo. Ma non solo. Si è cimentato anche nella medicina, nel diritto, nella retorica e nella geometria. Nella sua Vita coetanea Lullo racconta come è avvenuta, attraverso le 5 visioni di Gesù, la propria conversione. Una volta divenuto missionario, percorre l’Europa e il Mediterraneo invitando gli ebrei e gli islamici alla conversione.

Giunto a Montpellier per volere di re Giacomo I, vi compone l’Arte dimostrativa. Autore di oltre 240 opere, nel 1276 fonda a Maiorca il collegio di Miramar con l’intento di preparare i futuri missionari attraverso lo studio delle lingue. Scrittore di romanzi come il Blaquerna e il Fèlix, Lullo è stato infatti uno dei principali “creatori” del catalano letterario e uno dei primi filosofi europei a usare volgare per raggiungere un pubblico laico.

Papa Pio IX lo ha beatificato come martire. La sua festa liturgica è il 29 giugno, giorno in cui, nel 1316, muore sulla nave che lo riportava in patria da Tunisi.


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