Quaresima, tempo dell’essenziale. L’intervista all’assistente unitario

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Quaresima, tempo dell’essenziale. Per riflettere su questi giorni che ci preparano alla Pasqua, abbiamo intervistato Don Sergio Bonanni, assistente unitario dell’Azione Cattolica.

Quaresima, prima che tempo di rinuncia, privazione e pentimento, è occasione straordinaria che ci torna nelle mani ogni anno, per aprire gli occhi ad un nuovo modo di vedere le cose della vita. Giorni preziosi, in cui siamo chiamati a porre la nostra esistenza davanti alla sconvolgente realtà della passione, morte e resurrezione di Cristo.

Proprio per parlare della Quaresima, quale tempo per riscoprire ciò che è davvero essenziale, per ricalibrare le nostre scelte e le priorità, Vittorio Sammarco ha intervistato Don Sergio Bonanni, assistente unitario dell’Ac della Diocesi di Roma.

Quaresima tempo dell’essenziale

«Abbiamo la sensazione che i nostri siano i tempi dell’eccesso, ma in realtà l’eccesso, oggi come ieri, è stato sempre un falso antidoto alla paura» inizia Don Sergio, «gli uomini accumulano per poi rimanere in realtà privi di quello di cui hanno davvero bisogno».

 

Nel nostro tempo “tornare all’essenziale” è impegno troppo gravoso? «Tornare all’essenziale oggi per noi è non dare ascolto alle voci dei falsi profeti, come suggerisce lo stesso Papa Francesco nel messaggio che ci ha affidato per questa Quaresima, – continua don Bonanni – falsi profeti che si presentano a noi offrendoci mille parole, tutte destinate a rimanere in superficie. Tornare all’essenziale è fare spazio alla Parola di Dio».

Ascolta l’intera puntata di InformAc andata in onda giovedì 1 marzo 

Quaresima è preghiera, digiuno, silenzio, sacrificio. Parole fuori dall’ordinario? «La quotidianità del cristiano deve essere sempre intrisa di conversione: si tratta di passare da uno sguardo incentrato su noi stessi ad uno incentrato sull’altro. Questo registro di parole che caratterizza il tempo della Quaresima è da inserire nella vita di ogni giorno, per camminare da discepoli, per evitare che il nostro cuore si raffreddi, che si spenga in noi il desiderio di amare».

«Dobbiamo evitare – continua l’assistente unitario di Ac – di cadere nell’illusione di poterci salvare da soli, occorre aiutarsi l’un l’altro, inserire nell’ordinario questi registri per fare delle nostre esistenze preghiera, delle chiese una casa per tutti».

«i discepoli di gesÙ non rinunciano per punire sÉ stessi ma per condividere i doni di dio, per moltiplicare la gioia, soprattutto la gioia  del perdono che il padre misericordioso non smette di concederci» (S. Bonanni)

Dopo la Quaresima, il Triduo pasquale. Ci si crede ancora come prima? «Spesso siamo colpiti dal dilagare dell’incredulità e della rassegnazione e ci interroghiamo su quanto questo c’entri con l’evoluzione della scienza e della tecnica. Prima però dobbiamo chiederci se noi che diciamo di credere nella Resurrezione poi viviamo davvero alla luce di questa fede».

Poi conclude: «La Quaresima è il tempo per ravvivare in noi la memoria dell’amore di Dio, se non ci dimentichiamo di questo amore allora potremo vivere alla luce della Resurrezione. Certi che il Padre non ci abbandonerà alla morte, offriremo un contributo efficace al superamento delle paure nostre e degli altri. Lo sguardo cristiano è sguardo capace di cogliere e valorizzare tutto il bene che è nel mondo».

VITA ASSOCIATIVA

Vi segnaliamo l’appuntamento diocesano con i Lunedì formativi del settore adulti, lunedì 4 marzo ore 16,30 in centro diocesano. Il relatore sarà Gianfranco Tonnarini, presidente Meic Roma, che proporrà una riflessione sul tema del fine vita.

Domenica 11 marzo, nella parrocchia di Sant’Ireneo, si terrà la seconda Giornata di Formazione Unitaria, dal titolo “Laici fra la gente – Tutto il popolo annuncia il Vangelo”. La mattinata, dalle 9.30, sarà dedicata ai responsabili associativi, consiglieri e presidenti, mentre il pomeriggio, alle 15.15, si aprirà il momento dedicato agli educatori.

Nella notte tra venerdì 9 marzo e sabato 10, nella parrocchia di San Barnaba, l’Ac parrocchiale ha organizzato la Notte per il Signore: una 12 ore di preghiera, tra canto, meditazione ed adorazione, che si protrarrà dalle ore 19 del venerdì fino alle 7.00 del giorno successivo.

 

 

 

 

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