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Quaresima, il Papa al clero romano: Progredire nella fede è ritornare nella memoria

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San GiovanniQuaresima, Francesco a San Giovanni in Laterano

Era atteso questa mattina alle 11.00 nella Basilica di San Giovanni in Laterano ma è arrivato con 50 minuti di ritardo. Papa Francesco ha infatti voluto confessare alcuni sacerdoti prima dell’incontro in occasione della Quaresima. Tema della riflessione è il progresso della fede nella vita dei sacerdoti. “Se noi sacerdoti non abbiamo una fede matura capace di generare fede potremmo fare del male. Ma se la fede cresce si fa tanto bene” ha detto il Pontefice. “Per cui chiediamo al Signore con la semplicità del catechismo, ‘Accresci in noi la fede'”. E il perno della crescita della fede è la Croce di Cristo.

Memoria, Speranza e Discernimento: verso la crescita della fede

Memoria, Speranza e Discernimento sono le parole chiave del discorso del Pontefice. Fare memoria delle grazie passate conferisce solidità alla nostra fede. La fede si nutre e si alimenta della memori. Il Cristiano progredisce sempre dalla radice, ha detto il Papa al clero romano. La Speranza, ha spiegato poi Francesco è ciò sostiene la fede. “La speranza è un’ancora ancora in cielo, è ciò che conduce a trovare cose nuove nel passato”.  E ancora è “saper vedere nel volto dei poveri che incontro oggi, Dio che vedrò domani”. Il Discernimento è, invece, ciò che concretizza la fede per mezzo della Carità. Ciò che ci consente, quindi, di vedere la vittoria della croce di Cristo in ogni situazione umana.

No al pessimismo. È questo ancora il messaggio che il Santo Padre ha lanciato al clero romano in occasione della Quaresima. “Chi comincia senza fiducia ha perso in anticipo metà della battaglia e sotterra i propri talenti. Bisogna ricordare ciò che disse il Signore a San Paolo: ‘Ti basta la mia grazia’. Non lasciamoci rubare la speranza”. 

Anche Simon Pietro ha fatto il suo progresso nella fede. A lui il Signore, ha detto Bergoglio, aveva rimproverato la sua poca fede. Il Signore prega per lui pensando a tutti noi. Quella di Pietro è una fede “provata” che ha come missione quella di misurare la fede dei suoi fratelli. È una fede più lenta di quella di Maria Maddalena e di Giovanni. Ha momenti di grandezza ma anche altri di estrema fragilità. La sua fede cresce e progredisce. E questo è insito già nei suoi due nomi: Simone (pescatore e peccatore) e Pietro (pietra su cui si fonda la Chiesa). Pietro è passato attraverso le tentazioni e le prove fino a discernere “ciò che viene dal Padre e dal demonio”. “Senza tentazione”, dunque, “non si progredisce nella fede”.

La Messa delle Ceneri a Santa Sabina, Quaresima: È tempo di dire no all'”asfissia”

Ieri, poi, come di consueto, Papa Francesco ha dato avvio alla Quaresima con la Messa delle Ceneri a Santa Sabina. “Quaresima è il tempo per dire no”, ha spiegato Bergoglio nell’omelia. “No all’asfissia dello spirito per l’inquinamento causato dall’indifferenza, dalla trascuratezza di pensare che la vita dell’altro non mi riguarda.  No a ogni tentativo di banalizzare la vita, specialmente quella di coloro che portano nella propria carne il peso di tanta superficialità”.

La Quaresima, ha spiegato il Santo Padre “vuole dire no all’inquinamento intossicante delle parole vuote e senza senso, della critica rozza e veloce, delle analisi semplicistiche che non riescono ad abbracciare la complessità dei problemi umani, specialmente i problemi di quanti maggiormente soffrono”.  Bisogna dire no ha ribadito Bergoglio  “all’asfissia di una preghiera che ci tranquillizzi la coscienza, di un’elemosina che ci lasci soddisfatti, di un digiuno che ci faccia sentire a posto”.

“Vivere la Quaresima” vuol dire al contrario anelare al soffio di vita che “il nostro Padre non cessa di offrirci nel fango della nostra storia”.  “La Quaresima è una via”, ha spiegato il Papa: “Ci conduce alla vittoria della misericordia su tutto ciò che cerca di schiacciarci o ridurci a qualunque cosa che non sia secondo la dignità di figli di Do”. “La Quaresima è la strada dalla schiavitù alla libertà, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita”. 

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