Quaresima, la meditazione spirituale di De Donatis

Proseguendo il lavoro svolto sulle malattie spirituali, monsignor Angelo De Donatis, vicario del Papa per la Diocesi di Roma, invita a riflettere, nel tempo di Quaresima, su come poter acquisire nella nostra vita in maniera più decisa lo Spirito Santo, “come poter allargare il cuore a poter accogliere questo grande dono, perché non è cosa da poco”.

quaresima, angelo de donatis
Monsignor Angelo De Donatis

“I desideri che portiamo nel cuore”, ha scritto l’arcivescovo nella sua meditazione spirituale, “sono un segno chiaro che noi siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio”. E a guidarli è lo Spirito Santo, un dono di cui riempirci nella nostra vita terrena.

Lo Spirito Santo

Lo Spirito è retto, è l’egemonico, è la fonte della vita e della santità, tutti domina, opera e può, la sua potenza è infinita. È padrone di tutta la creazione e non è padroneggiato da essa. Ricolma senza essere ricolmato. È partecipato e non partecipante. È santificante e non santificato. È intercessore in quanto accoglie le suppliche di tutte le realtà”.

Come acquisirlo? In modo certo, attraverso i sacramenti. Ma ognuno di noi può farlo attraverso modi e circostanze particolari. Rifacendosi a un dialogo tra san Serafino di Sarov e un suo discepolo, Nikolaj, l’arcivescovo, nella sua meditazione spirituale per la Quaresima, spiega che “non siamo macchine montate in serie. Ognuno
di noi sa qual è la strada per poterlo ricevere. Nostra responsabilità è riconoscere
e coltivare quelle tre o quattro azioni che ci permettono di acquisire la grazia”.
Può essere la lettura della Scrittura, la meditazione, ma anche l’ammirazione e
la contemplazione della creazione, il silenzio, l’ascolto dell’altro, l’adorazione
eucaristica. L’importante è che ogni cosa sia fatta con amore, con
disinteresse, senza neppure pretendere di obbligare Dio a darci quello che
cerchiamo.

Lo Spirito, prosegue il vicario del Papa “cresce quando rimaniamo nella pace, quando c’è lo
sguardo di benevolenza verso gli altri”. E ancora quando siamo nell’umiltà, “quando
siamo nel gusto delle cose create, quando siamo nell’amicizia con la nostra fragilità,
quando siamo nella pazienza verso noi stessi e verso gli altri, quando siamo nella
gratitudine silenziosa, a volte fino alle lacrime”.

La missione della vita cristiana

L’acquisizione dello Spirito Santo è lo scopo più importante della vita cristiana, continua monsignor De Donatis. “Abbiamo bisogno dello Spirito Santo per fronteggiare il sabotatore, l’incursore e il falso consolatore”: la rabbia, la superbia e l’invidia.

È importante, dunque, “non inasprirsi, non scoraggiarsi, non denigrarsi, non autoinfliggersi
punizioni”. Dio, infatti, fa notare l’arcivescovo, desidera la nostra lotta, “non tanto le nostre vittorie. Perché lui ama che noi sappiamo portare avanti la battaglia. Per questo non bisogna avere la pretesa di vincere sempre. L’importante è il combattimento, qualunque sia l’esito, perché si acquista una delle virtù fondamentali che è l’umiltà”.

“Trova la pace nel tuo cuore e un gran numero di persone intorno a te troverà la salvezza”. “Questo è l’augurio che ci facciamo quest’anno”, continua De Donatis: acquisire lo Spirito Santo, che sia un obiettivo comune, perché è una missione”. 

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