Quaresima, confessioni con il cardinale vicario

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Quaresima, sacramento della riconciliazione con De Donatis

Da venerdì 15 marzo e per i successivi venerdì di Quaresima, il cardinale vicario, Angelo De Donatis amministrerà il sacramento della riconciliazione nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

diocesi di roma, san giovanni in lateranoSi tratta di un modo, spiegano dalla Diocesi di Roma, “per essere vicino ai fedeli e per sottolineare l’importanza della penitenza, ancora più in questi quaranta giorni che precedono la Pasqua”.

Vita comunitaria e preghiera costante

Non solo penitenza. Per evitare che “la tendenza pervasiva dell’individualismo” deformi “l’opera di santificazione dello Spirito”, occorrono vita comunitaria e preghiera costante, “antidoti” alla “falsa spiritualità”.

A precisarlo, riprendendo le parole di Papa Francesco, lo stesso cardinale vicario Angelo De Donatis, nel corso nella sesta catechesi, lo scorso lunedì, dedicata all’esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”.

“Quando siamo da soli ‘facilmente perdiamo il senso della realtà e la chiarezza interiore’ (GE 140), spesso per colpa delle mille beghe quotidiane si indebolisce il nostro riferimento fondamentale a Gesù e all’evento di grazia del nostro  incontro con Lui. Da questa dispersione ci salva proprio la dimensione comunitaria della vita cristiana, nella quale la fede di ciascuno nasce, cresce e si sostiene grazie alla fede di tutti”.

Nella preghiera, poi, ha aggiunto il cardinale vicario, “noi ci mettiamo davanti allo
sguardo del Padre o al Volto del Signore Risorto, per ricevere un cuore nuovo e perché ‘la nostra umanità, frammentata per le fatiche della vita o segnata dal peccato” possa essere da Lui ricomposta in unità’ (GE 151)”.

L’evangelizzazione: l’esempio di Charles de Foucauld

Ancora al centro dell’incontro a San Giovanni in Laterano, nel lunedì successivo alla prima domenica di Quaresima, la figura del beato Charles de Foucauld. “Era innamorato tanto di Dio quanto dell’uomo – ha sottolineato il rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, don Gabriele Faraghini, – così da scegliere di evangelizzare le popolazioni nomadi dei Tuareg, nel deserto del Sahara perché, diceva, tutti gli uomini sono figli dello stesso Padre”.

L’esperienza stessa ci insegna, queste invece le parole del cardinale Angelo De Donatis “che in fondo non comunica davvero se non l’uomo che lo Spirito ha trasfigurato. I l suo volto umano, già da solo, prima delle parole, esprime e comunica la luce che viene da Dio. Lo sapeva bene il beato Charles de Foucauld che, non potendo evangelizzare i Tuareg con l’annuncio esplicito del Vangelo, decise di testimoniare con la sua vita la bontà divina. Egli voleva che i suoi fratelli Tuareg, vedendolo, dicessero: ‘Costui è un uomo buono. Come deve essere buono il Dio che egli serve!'”

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