Il programma Caritas per testimoniare la Misericordia

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convegno caritas

“La comunità testimone della misericordia ricevuta in dono” è il tema del programma pastorale 2016-2017 che la Caritas diocesana propone alle parrocchie, alle associazioni e ai movimenti ecclesiali. Due volumi, uno con le proposte formative e le iniziative di solidarietà, l’altro il sussidio per i tempi liturgici di Avvento e Quaresima. L’iniziativa è stata presentata venerdì 21 ottobre all’Università Lateranense in un convegno che ha visto la partecipazione del cardinale Agostino Vallini, vicario per la Diocesi di Roma, di monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas, e di Grammenos Mastrojeni, diplomatico esperto di aiuto allo sviluppo e politiche eco-compatibili.

«Trasmettere la misericordia significa riscoprire la città con le sue vie, piazze e luoghi di aggregazione come primo luogo di testimonianza cristiana, ove introdurre un nuovo modo di entrare in relazione, facendosi prossimi e prendendosi cura di quanti sono feriti nel corpo e nel cuore». È l’invito che il cardinale Vallini ha rivolto ai tanti volontari e animatori delle parrocchie intervenuti alla presentazione del programma pastorale della Caritas. Per il vicario del Papa «dobbiamo continuare a celebrare il Giubileo nella quotidianità, consapevoli che è necessario irrigare ogni giorno con le opere di misericordia il cuore degli uomini e della città per trasformare i tanti deserti presenti in giardini fioriti». Solo in questo modo, ha poi sottolineato il presule «i singoli battezzati e la comunità cristiana possono introdurre nel tessuto cittadino sangue fresco, capace di sconfiggere “l’anemia spirituale” di cui la nostra Città soffre e che genera un disagio crescente».

Il programma pastorale della Caritas è la continuazione ideale del Giubileo con un concreto itinerario di ricerca dei luoghi e degli spazi in cui “discernere” la presenza di Dio nella vita dei poveri. «Una prossimità alle situazioni di sofferenza – ha spiegato monsignor Enrico Feroci, direttore dell’organismo – senza la quale la comunità non è concepibile come “l’icona” di Cristo». «Il Giubileo della misericordia – ha sottolineato il sacerdote – ci chiede non solo di fare qualcosa, di lasciare un segno a ricordo ma, utilizzando la parola espressamente coniata da papa Francesco, di essere “misericordianti”». Per il direttore della Caritas «è stato lo stesso Pontefice a suggerire le grandi priorità di questa azione: il creato nel rispetto di quella ecologia “integrale”; il fratello che chiede aiuto, nell’accoglienza delle sue sofferenze e della sua persona; la famiglia e la comunità, iniziando ad amare chi ci è vicino, con cui condividiamo la vita, le giornate, il lavoro, il quartiere».