Prima celebrazione per il card. De Donatis nella solennità dei Santi Pietro e Paolo

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Prima celebrazione per il card. Angelo De Donatis nella solennità dei Santi Pietro e Paolo con la recita dei vespri nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Una Basilica di San Giovanni in Laterano gremita di fedeli giunti per pregare insieme al neo cardinale Angelo De Donatis, che dopo la celebrazione eucaristica del mattino in Piazza San Pietro, presieduta da papa Francesco in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo, ha guidato la preghiera dei primi vespri da porporato con la Diocesi di Roma.

Dopo la lettura breve, in cui è stata proposta una meditazione tratta da una lettera di don Andrea Santoro del febbraio del 1998, il card. De Donatis nella sua riflessione ha sottolineato due aspetti fondanti della dimensione cristiana: la dimensione del dono e la necessità dell’annuncio.

Ascolta la lettura della mediazione tratta dalla lettera di don Andrea Santoro del febbraio 1998.

«Essere stati testimoni del risorto come lo sono stati Pietro e Paolo non è una scelta è un dono immeritato, accade qualcosa nella vita che ti rende testimone. Paradossalmente diventi tale malgrado te stesso».

All’origine della testimonianza c’è sempre l’iniziativa di Dio che sceglie ciò che nel mondo è debole per confondere i forti. «Spesso rischiamo di confondere la testimonianza solo come un dovere -. Ribadisce De Donatis – per gli apostoli la testimonianza non era una virtù, uno sforzo, ma la conseguenza di un fatto credibile, di una esperienza».

Per questo il porporato nella sua omelia ribadisce come sia importante fare memoria delle “circostanze concrete nelle quali siamo stati redenti dalla grazia”, perché solo così posso essere «testimone perché so da che cosa mi ha salvato il Signore. Non in genere, ma nel concreto della mia vita, fatta di vuoti, di peccati, di illusioni».

Annuncio e dono dunque due aspetti che vanno di pari passo perché «Senza annuncio, la testimonianza rischia di rimanere un bel film, distribuito in lingua straniera senza sottotitoli».

Ascolta l’intera omelia del card. De Donatis dei vespri del 29 giugno 2018.

 

Dio educa il suo popolo con gesti e parole intimamente connessi

Ed infine il card. De Donatis esorta nella solennità del 29 giugno a guardare a «Pietro e vogliamo chiedere a lui di aiutare la nostra Chiesa di Roma a tornare a Roma a non fuggire da questo mondo difficile, questa città caotica, da questa umanità ovunque dispersa. Abbiamo un tesoro inestimabile noi cristiani di Roma»!