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Il Portico di Ottavia torna a splendere tra i vicoli del ghetto ebraico

Scritto da il 19 Dicembre 2017

Portico di Ottavia: concluso il restauro

Rinasce a nuova vita il Portico di Ottavia. Dopo 14 anni, uno dei monumenti più suggestivi, lasciati in eredità dall’antica Roma, dice addio alle impalcature e torna a svettare, in tutto il suo splendore, tra i vicoli del ghetto ebraico della Capitale. Un quartiere, sempre più, ha fatto presente la presidente della comunità ebraica Ruth Dureghello intervenuta all’inaugurazione, “di vita, cultura, tradizione e condivisione”.

Con lei, anche il sindaco Virginia Raggi, il sovrintendente ai beni culturali di Roma Claudio Parisi Presicce, il vicesindaco Luca Bergamo e la presidente del I municipio, Sabrina Alfonsi.

L’operazione ha reso noto il Campidoglio, “è stata condotta attraverso un team di archeologi architetti e ingegneri con l’ausilio di alte tecnologie che ha permesso e permetterà anche in futuro un monitoraggio attento dei resti del complesso che nei secoli è stato più volte danneggiato e rimaneggiato”.

Il monumento dedicato alla sorella dell’imperatore

Il Portico di Ottavia (porticus Octaviae) fu costruito nella zona del Circo Flaminio (da qui partivano i cortei trionfali) tra il 27 e il 23 a.C. Finanziato con il bottino della vittoria sulla Dalmazia da Ottaviano, fu dedicato alla sorella dell’imperatore Ottavia.

L’insieme monumentale, che sostituiva il portico di Metello del II secolo a.C., era costituito da un recinto porticato che circondava i templi di Giunone Regina e di Giove Statore. I resti attualmente visibili appartengono a un’opera di ricostruzione risalente all’epoca di Settimio Severo.

Entrò a far parte del ghetto di Roma dalla sua istituzione, nel 1555.

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