Cura tumori, arriva Proton4Life

Si chiama Proton4Life il nuovo progetto per la cura tumori resistenti alle radiazioni, o inoperabili, messo a punto dal Policlinico Gemelli di Roma, l’Istituto nazionale Regina Elena e l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Obiettivo è la creazione, entro il 2025, del primo polo per la cura dei tumori grazie alla protonterapia di cui potranno beneficiare non solo i pazienti del Lazio, ma anche del Centro e Sud Italia.

Gemelli 150x150 1 - Cura tumori, al Gemelli il nuovo progetto 'Proton4Life'
Policlinico A.Gemelli

“È un primo esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato”, si legge in una nota del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, che andrà ad arricchire il mosaico della nuova sanità della Regione Lazio e che coniuga alta qualità assistenziale, innovazione tecnologica, ricerca clinica e appropriatezza delle prestazioni.

Si conta, dunque, in quattro anni, di realizzare 4 ‘bunker’ con le apparecchiature utili. L’investimento complessivo è di circa 120 milioni. Ammonta invece a 2300 il numero di pazienti che potranno essere trattati in uno anno.

La protonterapia

La protonterapia è una tecnica, della cura tumori, di precisione. Grazie alle proprietà fisiche dei protoni, consente, rispetto alla radioterapia convenzionale con i fotoni, di rilasciare la dose (più elevata) con estrema precisione sul tessuto tumorale. Di conseguenza è maggiormente ridotto un eventuale danno ai tessuti non interessati dal tumore.

Il trattamento è, quindi, particolarmente indicato per i tumori situati vicino a organi vitali o in aree sensibili alla tossicità dei raggi fotonici, come quelli del cervello o della spina dorsale, oppure per neoplasie a geometria complessa, come quelli del distretto testa-collo, o tutte quelle che sviluppano radioresistenza.