venerdì , 22 settembre 2017
Santa Maria Maggiore

“Perdono, antidoto a tristezza provocata da rancore e vendetta”

È stato un primo dell’anno di attesa e di gioia per i tanti pellegrini che si sono radunati a Santa Maria Maggiore, in occasione dell’apertura della Porta Santa di Santa Maria Maggiore, quarta e ultima Basilica papale di Roma. Una “Porta della Misericordia”, come ha voluto sottolineare papa Francesco, che ha visitato questa Basilica per la 29esima volta dall’inizio del suo pontificato.

Misericordia e perdono sono stati i due pilastri intorno ai quali si è snodato il messaggio inviato dal Vescovo di Roma. Nel Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, Francesco, ricordando come Maria sia Mater Misericordiae, ha spiegato che ella è “icona di come la Chiesa deve estendere il perdono a quanti lo invocano”.

Una icona che si concretizza ai piedi della Croce, e che si compie in modo analogo a come fa Gesù. “Il perdono offerto sul Golgota non conosce limiti. Non può fermarlo la legge con i suoi cavilli, né la sapienza di questo mondo con le sue distinzioni”. Di qui l’invito del Papa nei confronti della Chiesa, a perdonare allo stesso modo.

Un primo passo in tal senso lo muove lui stesso, quando rivolgendosi ai pellegrini ha spiegato: “Chiunque varca quella soglia è chiamato a immergersi nell’amore misericordioso del Padre, con piena fiducia e senza alcun timore; e può ripartire da questa Basilica con la certezza… con la certezza che avrà accanto a sé la compagnia di Maria”.

Compagnia cui hanno ispirato “generazioni di persone” le quali, “tenendo fissi i loro occhi sull’icona della Vergine, chiedono a lei l’intercessione e la consolazione”. Chiedono a lei in quanto “Madre della misericordia”, colei che “ha generato nel suo grembo il Volto stesso della divina misericordia, Gesù” e che “si fa pellegrina per non lasciarci mai soli nel cammino della nostra vita, soprattutto nei momenti di incertezza e di dolore”.

Papa Francesco risale alle origini storiche del legame tra Maria e il perdono. Origini che hanno radici sul Golgota, dove Gesù pronuncia le parole: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Parole che – rileva il Santo Padre – “nascono da quello che lei stessa gli aveva insegnato fin da bambino”. È da quel momento, dunque, che “Maria è diventata per tutti noi Madre del perdono”.

Strumenti di perdono sono poi diventati gli Apostoli, resi tali dallo Spirito Santo. “La forza del perdono – ha scandito papa Bergoglio – è il vero antidoto alla tristezza provocata dal rancore e dalla vendetta”. Il perdono “apre alla gioia e alla serenità perché libera l’anima dai pensieri di morte, mentre il rancore e la vendetta sobillano la mente e lacerano il cuore togliendogli il riposo e la pace”.

Il Santo Padre invita poi a ricordare l’inno mariano Salve Regina, chiedendo di acclamare Maria “con amore di figli  con le stesse parole del popolo di Efeso, al tempo dello storico Concilio: “Santa Madre di Dio!”. E all’assemblea chiede di “fare questa acclamazione tre volte, forte, con tutto il cuore e l’amore, tutti insieme: “Santa Madre di Dio! Santa Madre di Dio! Santa Madre di Dio!”.

Dopo l’invocazione, Francesco ha chiesto di attraversare la “Porta Santa della Misericordia con la certezza della compagnia della Vergine Madre, la Santa Madre di Dio, che intercede per noi”. E ha inviato a lasciarsi “accompagnare da lei per riscoprire la bellezza dell’incontro con il suo Figlio Gesù”, spalancando il cuore “alla gioia del perdono, consapevoli della fiduciosa speranza che ci viene restituita, per fare della nostra esistenza quotidiana un umile strumento dell’amore di Dio”.

Prima di raccogliersi in preghiera, al termine della Messa, davanti all’immagine di Maria Salus Populi Romani, conservata in una cappella della Basilica, papa Francesco ha ricordato quindi che “il regalo che Maria ci dona dandoci Gesù Cristo è quello del perdono che rinnova la vita, che le consente di compiere di nuovo la volontà di Dio, e che la riempie di vera felicità”.

(da www.zenit.org – articolo di Federico Cenci)

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