martedì , 17 ottobre 2017

Pastorale Scolastica. Terminato il corso sulla diversità religiosa e culturale

L’Ufficio per la Pastorale Scolastica del Vicariato di Roma tra i promotori del corso“Insegnare la diversità religiosa e culturale”.Un percorso in tre incontri svoltosi nel mese di maggio per fornire strumenti utili agli insegnati di religione per sviluppare integrazione e dialogo.

In un mondo globalizzato la conoscenza reciproca è oramai diventata una priorità. Conoscersi però presuppone anche un principio di accoglienza dell’altro da me, di ascolto e rispetto, che richiede pazienza e dedizione. La stessa utilizzata dagli organizzatori del progetto “Insegnare la diversità religiosa e culturale”, reso possibile grazie al sostegno della Russel Berrie Fondation, alla partnership di Salesiani del Sacro Cuore e al patrocinio dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica e dell’Insegnamento della Religione Cattolica del Vicariato di Roma.

Un percorso rivolto ad insegnati ed educatori, che si è snodato in tre incontri, 28 aprile, 5 ed 11 maggio presso i locali dell’Istituto Salesiano Sacro Cuore di via Marsala, al fine di fornire strumenti utili e necessari per poter affrontare in classe questioni di attualità e temi legali alla diversità religiosa e culturale.

A sostegno di questo percorso i partecipanti hanno ricevuto anche un piccolo sussidio, che li ha guidati ad affrontare tematiche legate all’Ebraismo, all’Islam e ai Rifugiati, rispettivamente affrontati nei tre incontri, grazie ad una lezione ed una testimonianza sull’argomento, ma anche ad esercizi pratici, da poter mettere in pratica in classe con i ragazzi.

Tra i docenti coinvolti il direttore del Center for Interreligious Understanding Rav. Jack Bemporad, il teologo musulmano Prof. Adnane Mokrani, docente presso il PISAI (Pontificio Istituto di Studi Arabi ed Islamici, Elena Tadiello responsabile per l’Europa dei progetti di Dialogo Ecumenico ed Interreligioso della Comunità Abramo e l’avv. Andrea Pecoraro dell’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni per i Rifugiati.

Ed infine Elena Dini, ideatrice e coordinatrice dell’iniziativa, esperta di comunicazione in ambito religioso che si è occupata non solo della parte organizzativa, ma anche dei laboratori che si sono svolti nella seconda parte delle lezioni. A lei abbiamo chiesto un resoconto del percorso al termine dell’ultimo incontro.

LA VOCE DEI PARTECIPANTI 

Una sala gremita, con una alta partecipazione di insegnanti provenienti non solo dalla Diocesi di Roma. Al termine dell’ultimo incontro abbiamo raccolto anche il punto di vista dei partecipanti e di chi ha dato il proprio apporto alla buona riuscita dell’incontro con la propria testimonianza.  Vi proponiamo le voci di due giovani insegnanti di religione: Angela Marchese di Latina ed Elena Torsello di Roma.

 

Tra i testimoni coinvolti anche Osman, 28 anni somalo, arrivato in Italia oltre 7 anni fa, frequenta il Centro Giovanile Sacro Cuore di via Marsala ed ha portato la sua testimonianza al termine della lezione.

IL COINVOLGIMENTO DELLE ISTITUZIONI

Un corso mirato soprattutto agli insegnanti di religioni, che è stato possibile realizzare soprattutto grazie al supporto dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica e l’Insegnamento della Religione Cattolica del Vicariato di Roma. “Abbiamo progettato questo percorso insieme ad Elena Dini -, ci racconta don Filippo Morlacchi, direttore dell’Ufficio diocesano – grazie anche a precedenti esperienze di corsi, dove molti insegnanti non erano riusciti a partecipare e per questo abbiamo deciso di istituire una sorta di ‘seconda sessione’ con gli stessi temi, cercando di allargare gli gruppo dei partecipanti”. Proposte che si inseriscono in indirizzi formativi proprio per gli insegnanti, per fornire delle chiavi di lettura per favorire l’integrazione e le buon pratiche perché “l’integrazione è la prevenzione dell’integralismo”, ribadisce don Morlacchi.

UNA RISPOSTA PER IL TERRITORIO 

Ma l’accoglienza passa prima di tutto attraverso l’educazione, che comporta non solo l’insegnamento, ma anche condividere la vita. Una vita spesa per i più giovani quella di padre Emanuele De Maria, sacerdote salesiano, che insieme a Sr. Maria Josè Rey, dell’ordine delle Missionarie di Cristo Risorto, accolgono al Centro Giovanile Sacro Cuore di via Marsala, ogni settimana centinaia di giovani rifugiati che arrivano nella capitale e che si ritrovano a condividere attività con i giovani che normalmente frequentano il centro. Una buona pratica presentata nel corso dell’ultimo incontro, svoltosi l’11 maggio, in cui i religiosi coinvolti nell’organizzazione del percorso formativo, hanno voluto raccontare la loro esperienza, che parte dall’esigenza di fornire una risposta al territorio. “Il nostro è un progetto di seconda accoglienza che cerca di rispondere ad un bisogno di formazione ed integrazione -, ci spiega padre De Maria –  ma anche fornire un luogo di aggregazione”.

Ascolta l’intervista completa a padre Emanuele e a Sr. Maria!

Insomma l’educazione al dialogo e all’accoglienza oramai diventa sempre più una necessità in cui  la scuola e gli insegnanti, giocano un ruolo importane e prezioso per creare una società migliore.

di Francesca Baldini 

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