Passione vivente: appuntamento nel fine settimana a San Paolo della Croce

Un catino colmo d’acqua adagiato su uno sgabello di legno. L’insegna, dello stesso materiale, con su scritto: ‘I.N.R.I’. Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum. Gesù Nazareno Re dei Giudei. La corona di spine, il mantello rosso, l’elmo del centurione. Le urla del popolo: “Crocifiggilo”. La nenia in lontananza, il dolore di Maria.

Sono i segni della Passione Vivente, quella che venerdì prossimo, 12 aprile, alle ore 21, e Domenica delle Palme, 14 aprile, alle ore 19, andrà in scena sul sagrato della Parrocchia di San Paolo della Croce fino al “Golgota”, le vicine colline di Corviale. A interpretarla parrocchiani e volontari, giovani e meno giovani.

Passione Vivente: un’esperienza multisensoriale

A dirigere l’edizione del 2019, dopo il successo dello scorso anno, ancora una volta il regista Dario Bendazzoli che, durante le prove di sabato scorso, ha dichiarato, sicuro: “Quest’anno andrà meglio, anche se la prima è stata molto bella ed emozionante.

Ho voluto fortemente mettere delle musiche importanti: Verdi, Bach… è giusto che in questo quartiere, così tanto discusso di Roma, riecheggino, oltre che la Passione di Cristo, anche delle musiche secolari.

Si passa così da una “commovente, vera, che dà atmosfera” Ave Maria in arabo fino alla Forza del Destino nella parte finale dello spettacolo. Ci sono poi brani di Peter Gabriel, e l’Adagio di Albinoni.

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Il regista Dario Bendazzoli e alcuni interpreti della Passione Vivente durante le prove

La Passione non si potrà solo “assoporare” nei suoni e nelle melodie ma anche negli odori. “Quest’anno – aggiunge Bendazzoli – ho voluto aggiungere il fumo e l’incenso”. Spazio anche agli elementi puramente visivi: non solo i preziosi abiti e monili degli attori (molti sono realizzati a mano, altri passione vivente, corviale, www.radiopiu.euarrivano direttamente dalla Terra Santa), tende e altri oggetti di arredo, ma anche il sangue e il fuoco: gli elementi portanti della Via Crucis.

“Abbiamo aggiunto movimenti in più”, ricorda ancora il regista. E per quanto riguarda i personaggi, “anche per questa edizione sono stati scelti tutti insieme. A mano a mano che facevamo le prove, ci siamo resi conto che un determinato giovane poteva fare Caifa, un altro il centurione, un altro ancora Pilato”. 

Ascolta le sue parole: 

Passione Vivente: la controversa figura Pilato

Vero fulcro della Passione Vivente di quest’anno sarà la controversa figura di Ponzio Pilato. A cimentarsi in questo ruolo “molto affascinante” Fabio Paletti, centurione nella prima edizione, con un passato da “comico e personaggio brillante” nella sua carriera da attore amatoriale.

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“Pilato” durante le prove

“A un certo punto – ci racconta – Pilato scende dal suo ruolo istituzionale e comprende che sta facendo qualcosa più grande di lui. La difficoltà è stata quella: far capire alla gente che il personaggio sta attraversando una crisi”. 

 

Ascolta le sue parole: 

Si è voluto mostrare, ci racconta ancora a proposito, il parroco di San Paolo della Croce, don Roberto Cassano, “anche meditando il Vangelo di Giovanni, come Pilato, sembrerebbe fare di tutto per liberare il Signore. Del resto non era un militare, ma un giurista, un uomo della legge”.

Quest’anno poi è stato dato spazio anche a Claudia Procula, la moglie di Pilato e ai dialoghi tra loro, “che nei Vangeli non ci sono, ma sono reperibili dagli apocrifi e da studi teologici”. Fu proprio lei, in seguito a un sogno, a mandare un messaggio al marito per

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Aderico nel ruolo di Gesù

dissuaderlo dal condannare Gesù a morte. (“Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua” – Matteo 27, 19).

“Tutto questo ci porta a pensare che Pilato ha condannato il Signore ma che la sua prima volontà fosse quella di liberarlo. Del resto in alcune comunità orientali  – ricorda don Roberto – è considerato Santo insieme alla moglie (la Chiesa ortodossa etiopica celebra Pilato e Procula il 25 giugno) proprio perché in qualche modo ha tentato di salvare Gesù“. Ma comunque “non lo fa, nonostante avesse il potere di farlo, perché succube dei propri interessi personali”.

Ascolta le parole di don Roberto: 

Passione Vivente: un anno fa la visita di Papa Francesco

La rappresentazione della Passione, nel fine settimana, avverrà proprio a un anno dalla visita di Papa Francesco alla parrocchia di San Paolo della Croce. Abbiamo chiesto, dunque a don Roberto, cosa è cambiato dopo quell’abbraccio del Santo Padre a Corviale.

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Papa Francesco in visita alla Parrocchia di San Paolo della Croce il 15 aprile 2018

“In parrocchia c’è una maggiore coesione, armonia, comunione. Le diverse componenti sono diventate più comunità, prima si faceva più fatica. Anche la Passione permette questo: per poterla realizzare tutte le componenti della parrocchia hanno dovuto collaborare insieme”.

“Mi sarebbe piaciuto avere una risposta di quella che io chiamo Chiesa ad extra, da parte di quelli che non frequentano… da questo punto di vista non ci sono stati grossi cambiamenti dalla visita del Papa. Ce ne sono stati piccoli, ma dovuti a fattori indipendenti da quella visita. Magari perché ci sono degli eventi particolari come la Via Crucis (ogni venerdì di Quaresima ndr.) che  facciamo nel palazzo di Corviale, anche questa con molta fatica e dispendio di energie. Ma anche una sola persona che si avvicina al Signore vale tutta questa fatica. Una persona che si avvicina al Signore si sente comunità” .

Ascolta le sue parole: 

 

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