venerdì , 15 dicembre 2017
papa perdono

Francesco a San Paolo: “Chiediamo perdono per le divisioni dei cristiani”

“Chiediamo perdono per i comportamenti non evangelici tenuti da parte dei cattolici nei confronti di cristiani di altre chiese”. Così il Papa ai Vespri a San Paolo fuori le mura per la chiusura della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

È dall’umiltà di San Paolo che dobbiamo ripartire per ritrovare il senso della nostra unità in Cristo, ha sostenuto il Santo Padre. La clamorosa conversione “sulla via di Damasco” di colui che era stato un sanguinario persecutore di cristiani, non è un “cambiamento morale” ma “un’esperienza trasformante della grazia di Cristo”, ha spiegato papa Francesco durante l’omelia.

Alla celebrazione nella solennità della conversione di San Paolo hanno partecipato il Metropolita Gennadios, rappresentante del Patriarcato ecumenico, Sua Grazia David Moxon, rappresentante personale a Roma dell’Arcivescovo di Canterbury, e tutti i rappresentanti delle diverse Chiese e Comunità ecclesiali di Roma. “Con loro – ha sottolineato il Papa – siamo passati attraverso la Porta Santa di questa Basilica, per ricordare che l’unica porta che ci conduce alla salvezza è Gesù Cristo nostro Signore, il volto misericordioso del Papa”.

Saulo, l’ambizioso e spregiudicato leader ebreo, diventa “il più piccolo tra gli apostoli”, assume il nome di Paolo (in latino Paulum vuol dire “piccolo”) e, con docilità, accetta “la chiamata ad una nuova missione, quella di annunciare a tutti quel Gesù che prima perseguitava, perseguitando i suoi discepoli”. Egli si considera “infimo” e “indegno” e comprende che la sua vocazione non si fonda su “meriti umani” ma sulla “bontà infinita di Dio”.

Accanto alla testimonianza di Paolo, spicca quella di San Pietro che, rivolgendosi alle prime “piccole e fragili” comunità cristiane, minacciate da persecuzione (cfr 1Pt 2,9), ricorda loro di essere stati prescelti “per far parte del disegno di salvezza di Dio, attuato in Gesù Cristo e nella Chiesa”.

“La missione dell’intero popolo di Dio – ha proseguito il Pontefice – è di annunciare le opere meravigliose del Signore, prima fra tutte il Mistero pasquale di Cristo, per mezzo del quale siamo passati dalle tenebre del peccato e della morte allo splendore della sua vita, nuova ed eterna (cfr 1Pt 2,10)”.

L’unità dei cristiani, al di là delle differenze che ancora li separano, è una via percorribile se si riconosce “con gioia che all’origine della vita cristiana c’è sempre una chiamata il cui autore è Dio stesso”.

La “piena comunione” è possibile in primo luogo “nella misura in cui ci convertiamo al Signore, che per sua grazia ci sceglie e ci chiama ad essere suoi discepoli”.

C’è una missione che unisce tutti i cristiani ed è quella di “annunciare a tutti le opere meravigliose di Dio”, sviluppando da subito “molteplici forme di collaborazione per favorire la diffusione del Vangelo – ha sottolineato il Santo Padre -. E camminando e lavorando insieme, ci rendiamo conto che siamo già uniti nel nome del Signore”.

Non può nemmeno sussistere una “autentica ricerca dell’unità dei cristiani senza un pieno affidarsi alla misericordia del Padre”, ha aggiunto il Papa, che ha quindi invocato “perdono per il peccato delle nostre divisioni, che sono una ferita aperta nel Corpo di Cristo”.

Da qui una doppia esortazione rivolta ad entrambe le parti: come “Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa Cattolica”, Francesco ha invocato “misericordia e perdono per i comportamenti non evangelici tenuti da parte di cattolici nei confronti di cristiani di altre Chiese”; allo stesso tempo, il Pontefice ha invitato “tutti i fratelli e le sorelle cattolici a perdonare se, oggi o in passato, hanno subito offese da altri cristiani”.

Se da un lato, non è possibile “cancellare ciò che è stato”, dall’altro non bisogna “permettere che il peso delle colpe passate continui ad inquinare i nostri rapporti”, ha detto Bergoglio, auspicando che “la misericordia di Dio rinnoverà le nostre relazioni”.

In conclusione, il Papa ha sottolineato ai presenti che la “nostra umile richiesta” di unità è “sostenuta dall’intercessione della moltitudine dei martiri cristiani di ieri e di oggi”, i quali hanno “risposto con generosità alla chiamata del Signore, hanno dato fedele testimonianza, con la loro vita, delle opere meravigliose che Dio ha compiuto per noi, e sperimentano già la piena comunione alla presenza di Dio Padre”.

Check Also

Natale di Carità. Le iniziative di solidarietà durante le feste

Natale di Carità Non solo il Natale Solidale in libreria. Ma anche il Natale di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X