Papa Luciani, cronaca di una morte. La ricerca storica rigorosa di Stefania Falasca

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Papa Luciani, il nuovo libro

Uscirà domani Papa Luciani, cronaca di una morte, il nuovo libro su Giovanni Paolo I scritto dalla vaticanista di Avvenire e vicepostulatrice del processo canonico della causa di beatificazione e canonizzazione di Albino Luciani, Stefania Falasca, con la prefazione del cardinale Pietro Parolin.

Si tratta di un’analisi puntuale, frutto di un decennio di  lavoro, sulle ultime ore di vita Papa Luciani. Ore che, ricorda il cardinale Pietro Parolin che ne ha curato la prefazione, hanno dato il via “lungo i decenni che ci separano da quel settembre 1978 (mese successivo alla morte del Papa ndra una miriade di teorie, sospetti, supposizioni”.

Sulla base di referti medici, indagini e delle testimonianze rimaste a lungo secretate, la giornalista offre, dunque, una ricostruzione storico-scientifica, lunga 250 pagine, sulle vicende di Albino Luciani morto il 26 agosto 1978 dopo solo 33 giorni di pontificato.

“Una ricerca storica rigorosa”

Il libro di Stefania Falasca ha il merito, ha sottolineato Parolin, “di essere una riconsegna doverosa alla memoria di Giovanni Paolo I. Affinché la sua valenza storica possa essere restituita appieno con la correttezza e la serietà che gli si deve, consentendo di aprire nuove prospettive di studio sulla sua opera”.

Diversi i documenti integrali all’interno come l’interrogatorio di suor Margherita Marin, fra le prime a vedere Luciani morto. Su indicazione della Postulazione della Causa di canonizzazione, fu ascoltata a Trento il 12 maggio 2009. Ecco uno stralcio:

Non notò niente fuori posto?

No. Niente. Niente. Neppure una piega. Niente di caduto a terra, niente di scomposto che potesse far pensare a un malore di cui si fosse accorto. Sembrava proprio come uno che si addormenta leggendo. Che si addormenta e rimane così.

[…]

Voi suore eravate presenti al momento del referto del medico?

“No, perché uscimmo dalla camera. Venne dopo di là da noi il padre Magee, ci disse: ‘Non ha sofferto, non se n’è nemmeno accorto’, riferendo le parole dette dal medico e disse anche che la morte improvvisa era stata la sera verso le undici. Questo ho sentito. Non ho sentito altre cose… c’era poco da dire. Noi non ci occupammo poi di sistemare il corpo, né suor Vincenza né noialtre. Ci pensarono loro, arrivò più tardi anche Angelo e altri ad aiutare”.

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