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Il Papa incontra alcuni preti anziani e “in difficoltà”

Scritto da il 17 Giugno 2016

Francesco prosegue nel dare testimonianza mediante gesti concreti di Misericordia. Nel pomeriggio del 17 giugno, riferisce la Sala Stampa Vaticana, il Papa si è recato in visita a due comunità di giovani sacerdoti sulla Via Ardeatina, a Roma. Lo ha fatto, simbolicamente, proprio nel mese in cui ha celebrato il Giubileo dei sacerdoti.

Il Pontefice ha voluto esprimere vicinanza anche verso quei preti che non hanno potuto partecipare fisicamente agli eventi loro dedicati in questo mese, le meditazioni loro rivolte nelle Basiliche romane (2 giugno) e l’Eucaristia in Piazza San Pietro nella solennità del Sacro Cuore di Gesù (3 giugno). Di qui la scelta di visitare due comunità di sacerdoti in un pomeriggio descritto dalla Sala Stampa “lungo e intenso, ricco di incontri, di emozioni, di gioia spirituale e di momenti di preghiera”.

La prima è stata la comunità “Monte Tabor”, dove si trovano otto sacerdoti provenienti da diocesi differenti, sofferenti per diverse forme di disagio, accompagnati da un diacono permanente, Ermes Luparia, già colonnello dell’Aeronautica, ora specializzato in psicologia e dedito al servizio dell’accompagnamento nello spirito dei Padri Salvatoriani. Il Papa si è incontrato con i sacerdoti ospiti nella piccola cappella, ascoltandoli e pregando con loro. In propositi non sono state indicate le patologie psichiche di cui soffrono i sacerdoti che hanno incontrato il Pontefice ma è noto che la comunità accoglie anche preti alcolisti e colpevoli di abusi sessuali.

Poi Papa Francesco si è recato alla comunità dei sacerdoti anziani della Diocesi di Roma, che si chiama ufficialmente “Casa San Gaetano”, ma è più nota come “I cento preti”. Vi si trovano attualmente 21 sacerdoti anziani, alcuni dei quali molto malati, assistiti da tre suore e altro personale. Il “Direttore” della Casa, Don Antonio Antonelli, è stato parroco per molti anni e ora è anch’egli molto malato. In maggioranza si tratta di sacerdoti diocesani, ma non mancano alcuni religiosi.

Quello di oggi è stato il sesto segno di misericordia compiuto dal Papa Francesco nel corso del Giubileo: a gennaio visitò una casa di riposo per anziani, e malati in stato vegetativo; a febbraio, una comunità per tossicodipendenti del Ceis don Mario Picchi a Castelgandolfo; a marzo (Giovedì Santo) il Centro di accoglienza per profughi (CARA) di Castelnuovo di Porto; ad aprile la visita dei profughi e migranti nell’Isola di Lesbo; a maggio la comunità del “Chicco” per persone con grave disabilità mentale a Ciampino.

(da www.zenit.org)

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