Ue, Papa Francesco incontra i leader: ‘La solidarietà è l’antidoto al populismo’

Lo scorso venerdì, 24 marzo, alla vigilia del vertice in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, Papa Francesco ha incontrato i 27 leader europei. “La speranza dell’Ue è la solidarieà, antidoto a populismi”, ha sottolineato il Santo Padre rivolgendosi ai capi di stato e di governo dell’Unione Europea.

 

Il Papa ai leader Ue: la solidarietà contro l’egoismo

La solidarietà è quanto mai necessaria oggi davanti “alle spinte centrifughe come pure alla tentazione di ridurre gli ideali fondativi dell’Unione alle necessità produttive, economiche e finanziarie”. La solidarietà, ha spiegato ancora Bergoglio, “non è un buon proposito: è caratterizzata da fatti e gesti concreti, che avvicinano al prossimo, in qualunque condizione si trovi”.

È dunque un antidoto ai populismi che derivano dall’egoismo. Quest’ultimo “chiude in un cerchio ristretto e soffocante e che non consente di superare la limitatezza dei propri pensieri e ‘guardare oltre'”.

Occorre, dunque, ricominciare a pensare in modo europeo, ha detto ancora Francesco ai leader Ue. Solo così si può scongiurare il pericolo di una grigia uniformità. Serve, inoltre, armonia. “Così che chi riesce a correre più in fretta possa tendere la mano a chi va più piano e chi fa più fatica sia teso a raggiungere chi è in testa”.

 

L’Ue e l’importanza della memoria

L’Europa ha dimenticato la fatica per abbattere muri, ha fatto poi presente il Pontefice. “Si è persa pure la consapevolezza del dramma di famiglie separate, della povertà e della miseria che quella divisione provocò. Laddove generazioni ambivano a veder cadere i segni di una forzata inimicizia, ora si discute di come lasciare fuori i ‘pericoli’ del nostro tempo: a partire dalla lunga colonna di donne, uomini e bambini, in fuga da guerra e povertà, che chiedono solo la possibilità di un avvenire per sé e per i propri cari”.

In questo senso, ha affermato poi il Papa“non ci si può limitare a gestire la grave crisi migratoria di questi anni come fosse solo un problema numerico, economico o di sicurezza. La questione migratoria pone una domanda più profonda, che è anzitutto culturale. Quale cultura propone l’Europa oggi?”. Dunque la paura non deve far sfuggire qual è la vera ricchezza dell’Ue, cioè la sua apertura spirituale“L’Europa ha un patrimonio ideale e spirituale unico al mondo che merita di essere riproposto con passione e rinnovata freschezza e che è il miglior rimedio contro il vuoto di valori del nostro tempo, fertile terreno per ogni forma di estremismo”. 

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