lunedì , 20 novembre 2017

Francesco alla chiesa anglicana, un cammino insieme oltre le ostilità del passato

Visita storica, ieri pomeriggio, di Papa Francesco alla parrocchia di All Saints, chiesa anglicana nella diocesi di Roma. Non era mai successo prima che un pontefice visitasse ufficialmente la comunità che festeggia quest’anno il bicentenario della sua presenza nella Capitale. Nel corso della visita, Francesco ha benedetto la nuova icona di Cristo Salvatore realizzata dall’artista Ian Knowles.  È stato inoltre ufficializzato il gemellaggio tra la parrocchia anglicana di All Saints e quella cattolica di Ognissanti e annunciato un possibile viaggio in Sud Sudan con l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. Ad accogliere Bergoglio il cappellano della All Saints, il reverendo Jonathan Boardman, il vescovo anglicano per l’Europa Robert Innes e la reverenda Dana English.

 

Il Papa alla chiesa anglicana, verso il superamento delle ostilità

“Nel corso di questi due secoli molto è cambiato anche tra Anglicani e Cattolici, che nel passato si guardavano con sospetto e ostilità.” “Oggi, grazie a Dio, – ha detto il Papa- ci riconosciamo come veramente siamo: fratelli e sorelle in Cristo, mediante il nostro comune battesimo”. “Come amici e pellegrini desideriamo camminare insieme, seguire insieme il nostro Signore Gesù Cristo”,  ha precisato Francesco durante l’omelia.

Chiaro, dunque, l’invito a superare “pregiudizi e ostilità per aiutare i poveri”. E a ringraziare il Signore perché “dopo secoli di reciproca diffidenza, siamo ora in grado di riconoscere che la feconda grazia di Cristo è all’opera anche negli altri”. È cresciuto, infatti, ha fatto ancora presente il Santo Padre, “il desiderio di una maggiore vicinanza, che si manifesta nel pregare insieme e nella comune testimonianza al Vangelo, soprattutto attraverso varie forme di servizio”. Parola chiave nel discorso di Francesco alla chiesa anglicana è dunque riconciliazione e non divisone. Ma soprattutto dialogo. Un dialogo che “non si può fare in laboratorio”, da farmi, ma “camminando, lungo la via”.

 

Siamo solo vasi di creta. L’umiltà sulle orme di San Paolo

Da non perdere mai di vista è poi l’umiltà. Diventare umili, ha spiegato Francesco vuol dire “decentrarsi, uscire dal centro, riconoscersi bisognosi di Dio, mendicanti di misericordia: è il punto di partenza perché sia Dio a operare”. “Siamo solo vasi di creta, ma custodiamo dentro di noi il più grande tesoro del mondo”. 

“Solo riconoscendoci deboli vasi di creta, peccatori sempre bisognosi di misericordia, il tesoro di Dio si riversa in noi e sugli altri mediante noi”.  Solo se riconosciamo la nostra debolezza e chiediamo perdono, ha precisato il Santo Padre, allora la misericordia di Dio risplenderà dentro di noi e sarà pure visibile al di fuori.  Al contrario “saremo soltanto pieni di tesori nostri, che si corrompono e marciscono in vasi apparentemente belli”. 

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