Papa Francesco a Tor de’ Schiavi

0
292

Papa Francesco in visita a Tor de’ Schiavi domenica 6 maggio

Si respira già aria di festa nel quartiere Tor de’ Schiavi, a nord-est della capitale, che nel pomeriggio di domenica 6 maggio riceverà la visita di Papa Francesco. Il pontefice sarà accolto dalla comunità della parrocchia del SS. Sacramento che si erge nel centro della piazza di Largo Agosta, nel cuore del quartiere a ridosso della via Prenestina. A guidarla da quattro anni, don Maurizio Mirilli, già direttore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma, che in queste ultime ore, tra una intervista e l’altra, cerca di concludere gli ultimi preparativi per accogliere il Santo Padre che arriverà sul sagrato della chiesa intorno alle ore 16.

Una visita, quella del pontefice, che durerà poco più di due ore e prevede un programma intenso. Papa Francesco prima della celebrazione eucaristica incontrerà la comunità parrocchiale, con i ragazzi dell’oratorio e loro genitori, oltre cento malati ed anziani nel salone parrocchiale e poi il mondo della solidarietà con i gruppi dei “Quartieri solidali” e i giovani che nelle ore serali distribuiscono i pasti ai senza fissa dimora. Tra i momenti più attesi l’inaugurazione della struttura per disabili “Casa della Gioia” e la cresima che il pontefice impartirà a Maya, bambina affetta da una patologia simile a quella di Alfie, insieme alla madre Paola. La visita si concluderà con la celebrazione eucaristica prevista per le 17,30 che papa Francesco presidierà insieme all’arcivescovo vicario Angelo De Donatis.

Ascolta l’intervista completa

Una casa famiglia per gli ultimi

Quando si arriva all’ultimo piano della chiesa del SS. Sacramento, esattamente nel sottotetto, non si ha la sensazione di essere in un edificio religioso. Spazi ampi, luminosi e muri colorati è molto accogliente la “Casa della Gioia”, casa famiglia che il papa inaugurerà domenica 6 e fortemente voluta dal parroco.

Don Mirilli con le religiose che vivranno nella struttura

«Questa struttura nasce da una esigenza molto concreta-, ci racconta don Mirilli –quella di poter dare una casa a coloro che vivono una disabilità, per non ritrovarsi soli, dopo la scomparsa dei genitori». Dalla richiesta di alcune anziane madri, che chiedevano aiuto al parroco sull’assistenza ai propri figli, nasce il desiderio di un segno concreto. Poi la partecipazione agli esercizi spirituali con il card. Tagle, presidente di Caritas Internazionale, che in una sua meditazione tratta dal Vangelo di Luca parla del paralitico che desideroso di vedere Gesù viene calato dal tetto. «Quella parola mi folgorò e pensai a queste stanze, sotto il tetto della chiesa, vuote –prosegue il sacerdote -. Così iniziò la costruzione di questo progetto e dopo due anni di grande fatica siamo contenti che Papa Francesco possa inaugurare questa casa proprio nella sua diocesi».

Nella struttura, che durante il giorno accoglierà 20 disabili in centro diurno, vivranno sette giovani, 4 donne e 3 uomini, con varie disabilità, insieme a due suore della congregazione di San Filippo Smaldone e una laica volontaria. Al loro fianco i tanti volontari dell’associazione “Figli della gioia”, nata per l’occasione, che gestirà la realtà parrocchiale negli aspetti pratici come la preparazione dei pasti e le attività di assistenza, ma anche promuovendo la cultura dell’adozione di bambini disabili.

«L’obiettivo di questa struttura diocesana, realizzata con fondi parrocchiali -, prosegue il sacerdote – non è solo quella di poter dare una speranza a questi ragazzi e serenità ai loro genitori, facendoli rimanere a vivere nel loro quartiere, ma renderli partecipe di una comunità e non oggetti da scartare».

La Cresima ad una bambina affetta dalla malattia del piccolo Alfie

Quello di domenica pomeriggio sarà un momento davvero speciale anche per Maya, bambina dodicenne che, affetta dalla terribile malattia che ha colpito anche il piccolo Alfie in Inghilterra, riceverà il sacramento della cresima da Papa Francesco.

«Sarà un vero evento nell’evento-, ci spiega don Maurizio Mirilli – perché dopo anni di lontananza dalla vita parrocchiale, Maya, insieme alla madre Paola, grazie ad un lungo e faticoso percorso, si sono riavvicinate a questa comunità e riceveranno entrambe questo sacramento direttamente dal pontefice».  Ma l’incontro della piccola Maya con il Santo Padre e l’intera comunità testimonia come ogni vita sia degna.  «Questo credo sia il segno più concreto che possiamo dare al caso di Alfie e alla sua morte -, conclude il sacerdote – per dare speranza a tutti questi genitori che hanno il desiderio di amare i loro figli e di stargli vicino e aiutarli a vivere anche quando si trovano in situazioni difficili».