Papa Francesco a San Crispino, il chiacchiericcio distrugge come una bomba atomica

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Papa Francesco durante la celebrazione eucaristica alla parrocchia di San Crispino da Viterbo - Vatican News

Papa Francesco in visita a San Crispino da Viterbo

Una visita all’insegna della gioia e della speranza, come aveva preannunciato la scorsa settimana il diacono, Raffaele D’Angelo, quella di Papa Francesco, ieri pomeriggio, alla parrocchia di San Crispino da Viterbo, a Labaro.

Prima di presiedere la celebrazione eucaristica, il Santo Padre, come di consueto, ha  incontrato i bambini, i ragazzi, i genitori dei piccoli battezzati, i poveri e i senza dimora  e, infine, i malati e i disabili. Poi ha salutato i sacerdoti della comunità e ha confessato alcuni fedeli.

A celebrare con lui la Messa, il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale della diocesi di Roma, monsignor  Guerino Di Tora, vescovo ausiliare per il Settore Nord, il parroco don Cacciamani e il vice parroco don Andrea Lamonaca.

Il chiacchiericcio semina discordia

“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”. È su questo passo del Vangelo di Luca che si è soffermato Papa Francesco.

Papa Francesco a San Crispino, il chiacchiericcio distrugge come una bomba atomica 1“Tutti abbiamo difetti, tutti. Ma siamo abituati, un po’ per inerzia, un po’ per la forza di gravità dell’egoismo, a guardare i difetti altrui: siamo specialisti, tutti, in questo.

“E questa è una cosa che non finisce lì – ha precisato il Santo Padre: il chiacchiericcio non finisce nel chiacchiericcio. Il chiacchiericcio va oltre, semina discordia, semina inimicizia, semina il male. Con la lingua incominciano le guerre. Tu, sparlando degli altri, incominci una guerra. La lingua ha il potere di distruggere come una bomba atomica. È potentissima. E questo non lo dico io, lo dice l’apostolo Giacomo nella sua Lettera. E con gli insulti, con lo sparlare degli altri incominciano tante guerre: guerre domestiche – si incomincia a gridare –, guerre nel quartiere, sul posto di lavoro, nella scuola, nella parrocchia”.

 

Le medicine per la Quaresima

“Sarebbe tanto bello che ognuno di noi, in questa Quaresima, riflettesse su questo. Come io mi comporto con la gente? Come è il mio cuore davanti alla gente? Sono un ipocrita, che faccio un sorriso e poi da dietro critico e distruggo con la mia lingua? E se noi alla fine della Quaresima saremo stati capaci di correggere un po’ questo, e non andare sempre criticando gli altri da dietro, vi assicuro che la Risurrezione di Gesù si vedrà più bella, più grande tra noi”.

Sono due le medicine in grado di guarire. Prima di tutto, la preghiera. “Se a te viene di “spellare” un altro, criticare un altro, prega per lui, prega per lei. quando tu senti la voglia di sparlare di qualcuno, morditi la lingua. Forte! Perché così si gonfierà la lingua e non potrai parlare.

“Pensate sul serio a questo che dice Gesù: ‘Perché guardi i difetti degli altri e non guardi i tuoi, che sono più grandi?’. Pensate bene. Pensate che questa abitudine brutta è l’inizio di tante disunioni, di tante guerre domestiche, guerre nel quartiere, guerre nel posto di lavoro, di tante inimicizie. Pensateci. E pregate il Signore, pregate – ha concluso il Pontefice – perché ci dia la grazia di non sparlare degli altri. E tutti i giorni conservate la dentiera perché sia pronta a fare la seconda medicina”.

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