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Papa Francesco a Firenze: “Meglio una Chiesa ferita che ‘malata’”

Scritto da il 10 Novembre 2015

“Non dobbiamo essere ossessionati dal potere, anche quando questo prende il volto di un potere utile e funzionale all’immagine sociale della Chiesa”. Questo il monito di Papa Francesco ai vescovi e ai delegati Cei di 226 diocesi italiane accorsi a  Santa Maria del Fiore, a Firenze, in occasione del quinto Convegno Ecclesiale Nazionale.

Tema di quest’anno è ‘In Gesù il nuovo umanesimo’. E proprio osservando l”Ecce Homo’ affrescato nella Cupola di Brunelleschi, il Papa ha detto: “Guardando il suo volto che cosa vediamo? Innanzitutto il volto di un Dio ‘svuotato’, di un Dio che ha assunto la condizione di servo, umiliato e obbediente fino alla morte. Il volto di Gesù è simile a quello di tanti nostri fratelli umiliati, resi schiavi, svuotati. Dio ha assunto il loro volto. E quel volto ci guarda.”

Umiltà, disinteresse, beatitudine. Una Chiesa che presenta questi tre tratti, ha spiegato il Papa “è una Chiesa che sa riconoscere l’azione del Signore nel mondo, nella cultura, nella vita quotidiana della gente”. “Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade” ha ribadito il Santo Padre “piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”.

“Vicinanza alla gente e preghiera sono la chiave per vivere un umanesimo cristiano popolare, umile, generoso, lieto. Se perdiamo questo contatto con il popolo fedele di Dio -ha detto il Pontefice facendo gli esempi di san Filippo Neri e del personaggio di don Camillo che conosceva i suoi parrocchiani uno per uno- perdiamo in umanità e non andiamo da nessuna parte“.

 

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