Papa a San Giulio, “Dai dubbi sulla fede non si esce da soli”

0
papa a san giulio, papa francesco, www.radiopiu.eu

Papa a San Giulio: il rito della dedicazione

È stato Papa Francesco a presiedere, ieri, il rito della dedicazione della nuova chiesa di San Giulio.

papa a san giulio, chiesa di san giulio, www.radiopiu.eu
Chiesa di San Giulio

Ad accogliere il Santo Padre, nella parrocchia del quartiere Gianicolense, trasferita per tre anni in una tensostruttura a causa del cedimento di un solaio, il cardinale vicario Angelo De Donatis, il vescovo ausiliare del settore Ovest, monsignor Paolo Selvadagi, il parroco, padre Dario Frattini, e padre Rinaldo Guarisco, superiore generale dei Canonici regolari dell’Immacolata concezione, ai quali è affidata la parrocchia.

Dopo la lettura del Vangelo il Pontefice non ha recitato, come di consueto, l’omelia, ma ha lasciato comunque dei messaggi a quanti sono accorsi a salutarlo: i malati, gli anziani, i ragazzi, i bambini, gli sposi novelli, le realtà della Caritas, i membri dell’Ufficio edilizia di culto del Vicariato di Roma con l’impresa che ha portato avanti i lavori di ricostruzione e consolidamento della nuova struttura, i protagonisti del Presepe Vivente di porta Asinaria.

E a proposito, il Papa ha preannunciato: “Quest’anno faremo, con il dicastero della Nuova Evangelizzazione, una giornata, una settimana del presepe, per spingere a fare il presepe nelle case, nelle piazze”.

Papa a San Giulio: l’accoglienza dei fedeli

C’è chi lo ha accolto recitando una poesia in romanesco: “‘Bonasera, scusate se vengo da lontano. Io so’ Francesco, so’ Papa da stasera’. […] con quell’aspetto umile, assennato, che al sol vederlo, abbasta na parola, de dije na preghiera che ha pregato, e n’er silenzio l’orare mio s’invola”. Chi, come i ragazzi, rivolgendogli delle domande: “Avete mai dato da mangiare ai poveri in persona?”

“Sì, l’ho fatto, parecchie volte, è una cosa che tutti i cristiani devono fare. – ha risposto il Papa – Tutti noi in un momento della vita siamo stati come dei poveri, non sapevamo mangiare, è stata la mamma ad allattarci, a farci crescere, a darci da mangiare”.

Anche Lei ha dubitato durante il suo percorso? Se così fosse, come ha ritrovato la fede?

“Ho avuto tanti dubbi, tanti, tanti – ha rivelato il Santo Padre – Davanti alle calamità, ma anche alle cose che mi erano successe, nella mia vita. Credo che non sono uscito da solo, non si può mai uscire da soli dal dubbio. Ci vuole la compagnia di qualcuno che ti aiuti ad andare avanti, per questo è importante essere sempre in gruppo, insieme, con gli amici… Ci aiuta anche parlare dei dubbi con i genitori o con gli amici o con un catechista. E poi parlare dei dubbi con Gesù. […] Non fare finta davanti a Gesù. Davanti a Gesù bisogna sempre dire le cose come tu le senti.

Papa a San Giulio: le tre parole chiave della vita matrimoniale

Il Santo Padre ha ancora dispensato consigli per la vita matrimoniale. Ci sono tre parole chiave: “posso?”, “grazie”, “scusa”. “Posso?”. “Sempre chiedere permesso alla sposa o allo sposo, non essere invadente, siamo in due”.

“Nei matrimoni normali si litiga, si litiga. Non bisogna avere paura di litigare” ha aggiunto il Papa a San Giulio. “Quando esplode la bomba dico tre o quattro cose, volano anche i piatti, ma i piatti si comprano nuovi, non c’è problema… Ma c’è soltanto una cosa importante: non finire la giornata senza fare la pace. Perché? Perché la guerra fredda del giorno dopo è molto pericolosa”.

Papa a San Giulio: Preghiera, carità dei fatti, carità passiva

Ci sono tre segnali che fanno vedere se una parrocchia va bene ha detto Papa Francesco alla comunità di San Giulio. Il primo è la preghiera. “Vedere: qui si prega o non si prega? E questa è una delle cose che evitano di cadere in quel “supermercato” che abbiamo sentito. Perché la preghiera perché trasforma tutto, tutto”.

Secondo è la carità dei fatti: “questo che voi fate. Prendersi cura dei bisogni dei fratelli, delle sorelle, delle famiglie. Anche i bisogni nascosti, che non si fanno vedere per vergogna, ma ci sono, ce ne sono tanti. E sempre con quella carità operosa, una carità attiva, la carità del ‘sì’: ‘sì, io faccio questo’, del ‘sì’, attiva”.

Il terzo è la carità passiva. “Che vi amiate e non vi critichiate fra voi. È una malattia molto forte il pettegolezzo, e quando c’è pettegolezzo in una parrocchia, la parrocchia non va bene”.