Papa a Ostia per il Corpus Domini

Seguendo le orme di Paolo VI, Papa Francesco è tornato ieri a Ostia per celebrare la Messa del Corpus Domini. Una solennità, aveva sottolineato il Santo Padre in mattinata via twitter, e durante l’Angelus, in cui si ricorda “che Gesù, Pane di vita, è la nostra forza, il sostegno del nostro cammino”.

Circa duemila i fedeli che hanno accolto il Pontefice sul piazzale della Chiesa di Santa Monica. Al termine, la Processione eucaristica ha percorso le vie del quartiere fino alla parrocchia di Nostra Signora di Bonaria.

L’Eucaristia è la “prenotazione” del Paradiso

“L’Eucaristia è la ‘prenotazione’ del Paradiso”. Questo un primo messaggio lasciato ieri ai fedeli da Papa Francesco durante l’omelia. Un messaggio per tutti.

Al centro del Vangelo l’Ultima Cena, tempo di preparazione. Gesù, ha spiegato Francesco, “ci prepara un posto quaggiù, perché l’Eucaristia è il cuore pulsante della Chiesa, la genera e la rigenera, la raduna e le dà forza. Ma l’Eucaristia  – ha precisato il Pontefice – ci prepara anche un posto lassù, nell’eternità, perché è il Pane del cielo. È il pane che sfama le nostre attese più grandi e alimenta i nostri sogni più belli. È, in una parola, il pegno della vita eterna”. Un anticipo concreto, cioè, di quello che sarà donato.

Inoltre, nell’Ostia consacrata, oltre al posto, Gesù ci prepara il cibo, il nutrimento. “Nella vita – ha ricordato il Santo Padre – abbiamo continuamente bisogno di nutrirci, e non solo di alimenti, ma anche di progetti e affetti, di desideri e speranze. Abbiamo fame di essere amati. Ma i complimenti più graditi, i regali più belli e le tecnologie più avanzate non bastano, non ci saziano mai del tutto”. È invece un alimento semplice come il pane che sazia: l’Eucaristia. “Lì incontriamo Gesù realmente, condividiamo la sua vita, sentiamo il suo amore.

Ostia: salpare seguendo l’onda di Gesù

Poi dal Papa è arrivato un secondo messaggio ricolmo di speranza e consolazione per gli abitanti di Ostia. Ripercorrendo ancora i passi del Vangelo, Francesco ha detto: “I discepoli prepararono la Cena dopo essere «entrati in città» (v. 16). Il Signore ci chiama anche oggi a preparare il suo arrivo non rimanendo fuori, distanti, ma entrando nelle nostre città. Anche in questa città, il cui nome – “Ostia” – richiama proprio l’ingresso, la porta

Gesù, ha continuato il Papa, “desidera che siano abbattuti i muri dell’indifferenza e dell’omertà, divelte le inferriate dei soprusi e delle prepotenze, aperte le vie della giustizia, del decoro e della legalità.

Un’apertura spiegata da Francesco proprio attraverso una serie di metafore adatte al contesto: gli ormeggi, la spiaggia, le onde. “L’ampio lido di questa città richiama alla bellezza di aprirsi e prendere il largo nella vita. Ma per far questo – ha precisato il Santo Padre – occorre sciogliere quei nodi che ci legano agli ormeggi della paura e dell’oppressione. L’Eucaristia invita a lasciarsi trasportare dall’onda di Gesù, a non rimanere zavorrati sulla spiaggia in attesa che qualcosa arrivi, ma a salpare liberi, coraggiosi, uniti”.