Don Antonio Celletti, foto da canale YouTube Diaconato di Roma

Don Antonio Celletti, il percorso verso il sacerdozio

“Gli avvenimenti della vita devono essere riletti nel tempo per poter ritrovare dei significati nuovi”. Ex generale dell’Aeronautica militare, don Antonio Celletti, ordinato sacerdote lo scorso 2 giugno nella parrocchia di Sant’Ireneo a Centocelle e ora in attesa di conoscere la sua destinazione, racconta a Radiopiù il suo percorso sui generis, non fatto certo di mere coincidenze.

L’ordinazione di don Antonio

Marito, rimasto vedovo dopo un matrimonio lungo 31 anni, papà e nonno, a seguito di un periodo di discernimento ha messo insieme le tessere del puzzle della sua vita, fino ad avere la percezione di un disegno. “Di un ministero così grande: poter offrire l’amore di Dio, accompagnare le persone nel loro cammino”.

La sua “vecchia vita”, un valore aggiunto

Dunque, se ogni piccola tessera non è fine a se stessa, ma contribuisce alla realizzazione di un grande puzzle, anche la “vecchia vita” di don Antonio Celletti è stata una tappa imprescindibile del suo cammino oltre che a rappresentare, oggi, un valore aggiunto nella nuova esperienza sacerdotale all’età di 68 anni.

“Potrò adoperare un linguaggio che è più consono e più vicino alla gente” rivela a Radiopiù il neo sacerdote assicurando che punterà su omelie pratiche. Ma non solo. Anche la malattia della moglie è stata un’esperienza significativa: “Tutte le esperienze arricchiscono perché il disegno di Dio tende sempre al bene anche negli avvenimenti che non ci piacciono”.

La famiglia

“Il nonno rimane nonno?”. Stupore. Questa è stata la prima reazione della famiglia di don Antonio Celletti alla notizia della del suo nuovo percorso. “Ci vuol tempo a fare entrare qualcosa di eccezionale in una pratica routinaria. Siamo tutti conservatori, cerchiamo di mantenere le certezze, le novità incutono paura”, racconta il sacerdote.

Ma via via la meraviglia ha lasciato posto alla gioia. Sì, il nonno rimane nonno. “Ci posso parlare e ci posso giocare, allora va bene. Non cambia niente”, direbbe sua nipotina di 9 anni. La contentezza, ne è convinto don Antonio, diventerà “sempre più prevalente. Perché è una ricchezza, una ricchezza per tutti”.