Da qui l’invito a “tacere”, onde evitare che si realizzi una completa opera di disumanizzazione.  “Per uccidere così occorre spogliare la vittima della sua umanità, considerarla un oggetto disponibile a soddisfare impulsi e desideri inconfessabili. Tuttavia in ogni storia c’è quel briciolo di umano da cui ricominciare”. Un silenzio, dunque, costruttivo che “consentirà a quella briciola di umanità, deposta nelle mani di persone disponibili ad aiutarla, a crescere”.