Non lasciamoli soli. Torna il corso di formazione per operatori di pastorale familiare

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Non lasciamoli soli. Questo il titolo del secondo anno di formazione per operatori di pastorale familiare

 

Sei appuntamenti, a partire da lunedì 19 febbraio fino a lunedì 23 aprile, per un percorso formativo incentrato proprio sull’educazione e il rapporto genitori-figli.

Questo l’obiettivo del secondo anno di formazione, aperto a tutti gli operatori di pastorale familiare della Diocesi di Roma, e promosso dal Centro per la Pastorale Familiare con incontri che si svolgeranno presso il Pontificio Seminario Romano.

Un tema, che prende spunto dal cap. 7 della Lettera Apostolica Amoris Laetitia, tema del convegno diocesano di quest’anno, ma anche tema che unisce tutte le attività pastorali del vicariato.

 

Ascolta l’intera puntata di Infamiglia, andata in onda martedì 20 febbraio. Protagonisti il teologo Robert Cheaib e la moglie Camilla che hanno raccontato la loro esperienza di educatori e genitori. 

Un percorso che prosegue

«Questo secondo anno vuole completare l’esperienza dell’anno scorso -, ci racconta mons. Andrea Manto, incaricato del Centro per la Pastorale Familiare – dove ci eravamo soffermati sui capitoli di Amoris Laetitia che riguardavano principalmente la coppia, per dare risalto quest’anno invece al tema dell’educazione e in particolare dei figli adolescenti».

Mons. Manto nel corso della prima serata

Sguardo di fondo quello di formare coppie che possano supportare le famiglie che hanno figli adolescenti e nello stesso tempo aiutare i genitori a riflettere su temi importanti tra cui la genitorialità ed il rapporto con i propri figli adolescenti.

Vissuto religioso, rapporto con il proprio corpo, fino alla relazione con i social network. Questi i tanti punti che affronterà questo corso, lunedì dopo lunedì, grazie all’aiuto di laici, religiosi e sacerdoti, docenti di pontificie università, ma anche parroci o semplici coppie di sposi.

Proprio una coppia di sposi è la protagonista del primo incontro, incentrato sul tema “La coppia di sposi, prima comunità educativa e generativa”, che hanno portato la loro esperienza di genitori ed educatori. Stiamo parlando di Robert e Camilla Cheaib, sposati da 8 anni e genitori di tre figli. Cheaib, noto teologo, docente della Pontificia Università Gregoriana e scrittore di numerosi libri proprio sulla relazione di coppia, ha spiegato che i genitori devono essere non solo “i primi catechisti dei propri figli, ma anche coloro che riescono ad educare alla fede con un atto di amore totale”, perché la generatività non è solo una questione di far nascere dei figli o allevarli materialmente ma anche generarli alla vita.

Il dialogo come strumento educativo

Un equilibro difficile quello tra genitori e figli, specialmente quando questi entrano nell’età adolescenziale. Un equilibrio che si costruisce giorno dopo giorno, attraverso il dialogo, unica vera chiave per un rapporto basato sulla fiducia.

Robert e Camilla Cheaib

Dialogo che prima di tutto deve coinvolgere la coppia, affinché possano essere buoni genitori, come ci ribadisce Camilla Carrington, sposata con il teologo Robert Cheaib e madre di tre figli.

 

«ALL’INIZIO è difficile perché già dopo il matrimonio bisogna sapere ricreare un equilibrio dentro la coppia, poi quando arriva il primo figlio l’equilibrio viene di nuovo messo in discussione e quindi lì c’è una ricostruzione della coppia che si apre a far spazio al nuovo membro che ne fa parte».

Una sfida a mettersi in gioco ogni giorno come coppia e a «riconosce sia i propri limiti, sia i limiti dell’altro e non idealizzare la persona come se fosse perfetta -, consiglia Camilla alle coppie presenti – ma riconoscere le potenzialità delle persone che hai al tuo fianco e comprendere il bello dalle circostanze che la vita ti mette di fronte con tutte le fatiche annesse. Fatiche che bisogna cercare di viverle insieme e non crearsi due mondi paralleli, ma cercare di vivere tutti i momenti purché siano difficili».

Ascolta la serie “Il Gioco dell’Amore“, promosso da Robert Cheaib.