Giunti quasi alla fine del nostro percorso possiamo dire che ormai sappiamo che il nostro cuore è abitato da pensieri e sentimenti di varia natura, che possono venire da noi, cioè da ciò che vediamo, sentiamo, viviamo, oppure da Dio o dal nemico.

Questi pensieri e sentimenti ci sollecitano in modo diverso a secondo di dove noi siamo orientati. Dicevamo che due sono gli orientamenti possibili: o verso se stessi o verso Dio. La persona orientata a se stessa si concepisce in modo isolato, come un individuo: vede e valuta tutto a partire da sé, in funzione del proprio ombelico, del proprio benessere. La persona orientata a Dio, invece, custodisce in tutto un atteggiamento relazionale, di comunione, di ascolto e nel vedere e valutare le cose tiene sempre conto dell’Altro (con la lettera maiuscola) e degli altri. Abbiamo visto anche che, a prescindere da dove è orientata, la persona può sperimentare la pace e la gioia se in lei pensiero e sentimento sono orientati verso lo stesso oggetto.

Proviamo ora a fare un passaggio che richiederà un po’ di pazienza.

Lo Spirito Santo può agire tanto nel cuore della persona orientata a Dio quanto in quello della persona orientata a se stessa e così anche lo spirito nemico, soltanto che agiranno in maniera diversa. Quale?

Consideriamo la persona orientata a se stessa: cosa cercherà di fare con lei lo spirito nemico? Di confermarla in questo atteggiamento mantenendo in lei il pensiero e il sentimento orientati sullo stesso oggetto, cioè se stessa, affinché la persona rimanga nella pace e prosegua sulla strada su cui già si trova. Per far questo lo spirito nemico agirà prima di tutto sul sentimento, alimentandolo con consolazioni sensuali, legate a cose basse, diremmo “terra terra”, come la comodità, il benessere, il successo, gli applausi, il non aver problemi… Sul pensiero, invece, lo spirito nemico  agirà con lo scopo di confermare la persona su questa strada, convincendola che è giusto preoccuparsi per sé e la spingerà a trovare delle giustificazioni a questo suo modo di vivere confrontandosi con quello che fanno gli altri o addirittura trovando appigli nella Parola di Dio o negli scritti di autori spirituali.

Come agirà invece lo Spirito Santo su questa persona orientata al proprio ombelico? Cercando di separare in lei pensiero e sentimento, ma questa azione produrrà inevitabilmente come effetto la perdita della pace. Concretamente, dal momento che la persona a livello del sentimento è occupata a gustare consolazioni molto “terrene”, lo Spirito Santo inizia ad agire prima di tutto sul pensiero ricordandole la via del Vangelo che è quella del dono di sé, della rinuncia alla propria volontà… Se la persona ascolta queste ispirazioni, accade che inizia ad avere come dei piccoli flash, delle intuizioni che quella è la via giusta, mentre il modo in cui sta vivendo non è la via per la vera vita. Allora la persona inizia a star male, a sentirsi inquieta, turbata. Ora, se per un momento la persona si apre anche con il sentimento all’accoglienza dell’ispirazione dello Spirito Santo, accade che pensiero e sentimento si trovano orientati sullo stesso oggetto: non più su se stessa ma su Dio. Allora per un breve istante la persona può di nuovo sperimentare la pace, ma sarà una pace molto diversa dalla precedente, che era causata dal sentimento gonfio per la soddisfazione del proprio ombelico.

Se invece la persona è orientata a Dio, cosa accadrà? Che lo Spirito Santo agirà su di lei per confermarla, facendo sì che il pensiero e il sentimento rimangano orientati sullo stesso oggetto, cosicché la persona continui a sperimentare la pace e a perseverare sulla via del Vangelo. A questo scopo lo Spirito Santo agirà prima di tutto sul sentimento dando alla persona delle consolazioni spirituali, infiammandola di amore per Dio, donandole fiducia in Lui, pace nonostante le difficoltà, ottimismo nel proseguire sulla via in cui si trova… Allo stesso modo lo Spirito Santo agirà anche sul pensiero dando conferme che rafforzano la persona attraverso la Scrittura, l’esperienza dei santi, la tradizione della Chiesa…

Al contrario, cosa cercherà di fare lo spirito nemico con la persona orientata a Dio? Di distoglierla da questa via separando in lei il pensiero e il sentimento. Per far ciò agirà sul pensiero suggerendo falsi ragionamenti, inducendo la persona a dubitare di Dio, a non fidarsi di lui, ingigantendo le difficoltà che incontrerà proseguendo su quella via, facendole pensare che non ce la farà, che vivere secondo il Vangelo non è possibile, non conviene, non dà garanzie di benessere…

Il filo conduttore di tutti questi ragionamenti suggeriti dallo spirito nemico è che la persona rimane sempre al centro dei propri pensieri, preoccupata per sé e per ciò che le può accadere, preoccupata di doversi salvare da sé, come se non esistesse un Padre cui affidarsi.

Anche in questo caso la lotta, l’inquietudine, diventano il luogo del discernimento per riconoscere – al di là dell’apparente ragionevolezza e logicità di questi pensieri – la coda del nemico che si rende manifesta attraverso la paura che semina nel cuore.

Per questo S. Paolo suggeriva ai Tessalonicesi: “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5, 21).

Ascolta la puntata a cura di Maria Grazia Borgese