Il Natale spesso oggi si associa al traffico cittadino, all’ansia per i regali da comprare, a Babbo Natale, alle luminarie, alla sovrabbondanza di cibo, oppure alla tristezza per non avere il calore di una famiglia. Più questa festa si allontana dalla sua radice religiosa e più diventa un peso, un evento senza senso, una contraddizione.

È il destino ineluttabile non solo della festa ma in genere del tempo della nostra vita, il quale ha significato solo se legato a Dio. Il tempo, infatti, è un dono, non ha prezzo, non lo si dovrebbe sganciare dalla sfera spirituale. Il tempo è la dimensione che ci viene donata dal Creatore per vivere del Suo amore, che da Lui riceviamo e a nostra volta diamo agli altri. Senza il Signore non sappiamo che farne del nostro tempo, del riposo, della festa.

Tutto diventa detestabile, a partire da quel Dio che ha in mano le sorti del tempo. E quindi basta presepi, in nome di uno scriteriato rispetto delle religioni, basta crocifissi, basta Natale, basta famiglia, basta domenica senza lavoro, basta Chiesa.

Ma eliminato tutto cosa rimarrebbe? Immagino la desolazione del deserto. Quella sensazione di isolamento che si prova paradossalmente quando ci si trova in mezzo alla folla anonima di un centro commerciale, oppure accanto alla persona amata ipnotizzata dal suo telefonino, o ancora al lavoro vicino a persone che in realtà sono terminali di macchinari.

In questo deserto Giovanni il Battista, e con lui ogni cristiano, non si stanca di gridare: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri” (Lc 3,4). Gridare non conformandosi alle mode, seguendo con fede la Parola di Dio, gridare ascoltando il vuoto di chi si incontra ogni giorno, gridare anche solo con una carezza.

L’augurio di quest’anno è che noi cristiani riusciamo a indicare la luce della stella a chi ha perso la direzione, sappiamo suscitare la meraviglia e la gioia del Natale in chi vive la monotonia del tempo privato del suo Creatore, possiamo trasmettere la paternità, la maternità e la fraternità di Dio a chi rischia di rimanere soffocato dalla propria solitudine.

Buon Natale e buone feste dalla redazione di Radiopiù

Don Francesco

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