Natale cristiano, qual è il suo significato oggi?

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Il Natale cristiano oggi ha ancora un significato? Risponde in questa puntata di InformAc don Antonio Mastantuono, vice assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana.

Ultima puntata pre Natale per la rubrica dell’Azione Cattolica della Diocesi di Roma, interamente dedicata alla riscoperta del senso del Natale. Chiara Santomiero ha intervistato in merito don Antonio Mastantuono.

Il sacerdote esordisce con un proverbio armeno

«per fare un albero servono tre cose: l’albero, gli addobbi e la fede nel futuro»

«Credo che il significato più profondo del Natale per la fede cristiana sia il ricordo dell’incarnazione di Gesù -, spiega ai nostri microfoni il vice assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana -, che tradotto significa che Dio per noi c’è sempre e ci sarà sempre fino alla fine dei giorni per noi. Ci sarà non solo come parola e come annuncio, ma ci sarà sempre nell’umanità di ciascuno di noi, perché ormai l’umanità e il nostro essere uomini è stato assunto nella sua pienezza».

 

Dunque questa ricorrenza ci deve ricordare che Dio ci sarà sempre e che la nostra vita è un continuo ricominciare, anche quando ricominciare avviene nel dolore e nella sofferenza, «possiamo dirci Dio c’è, c’è sempre perché ormai è uno di noi».

Stare svegli, vigilare ed aprire il cuore alle necessità dei fratelli. Questi i suggerimenti di papa Francesco all’inizio dell’Avvento, perché questo invito in questo momento?

«Il povero ci ricorda il nostro ruolo essenziale del nostro vivere di essere umani che è la fragilità – prosegue il sacerdote -. Di solito noi accostiamo al Natale l’aggettivo di essere più buoni, io preferisco dire a Natale siamo più umani, perché accogliere un bambino significa accogliere la responsabilità per la vita e della cura per la vita in tutte le sue forme».

Natale quindi ci deve ricordare non tanto di essere più buoni ma più umani, perché chi si prende cura della vita, saprà che la vita si prenderà cura di lui.

Infine il prelato si lascia con un consiglio per contrastare questa frenesia pre natalizia, partendo da uno sguardo al presepe, perché «il bambino del presepe è sempre raffigurato con le braccia spalancate. Pensare che quelle braccia siano le braccia chi accoglie la nostra vita in pienezza e domandarsi cosa ne sto facendo della mia vita».

Un invito di darsi del tempo e trovare tempo perché solo così si trova la propria vita e si può ricominciare.

Auguri da parte di tutta la redazione di InformAc e arrivederci al 10 gennaio!