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Musica liturgica:
la scelta del repertorio

Scritto da il 19 Novembre 2019

Musica liturgica: quali brani eseguire?

In occasione della finale della terza edizione di Cantata Inni con Arte, dopo aver chiesto ai partecipanti in gara quanto fosse importante il ruolo di un coro in una parrocchia e quali fossero i loro impegni e le maggiori difficoltà affrontate, ci siamo soffermati su un altro importante aspetto della musica liturgica: il repertorio.

Ancora una volta, nostro punto di riferimento, è stato il decalogo del buon canto liturgico stilato da monsignor Marco Frisina: «Come dice il Signore nel Vangelo sottolinea il direttore del coro della Diocesi di Roma – “l’uomo saggio tira fuori dal forziere cose nuove e cose antiche: nova et vetera“».

Musica liturgica: tradizione o innovazione?

C’è chi è per un ritorno alla tradizione, al canto gregoriano: «oggi si sentono solo canti con la chitarra che non danno raccoglimento al fedele». C’è chi, invece, nei brani scelti per l’animazione liturgica, oltre a «un proliferare di musica di bassa qualità», ha ravvisato un «progressivo distacco dalla sensibilità contemporanea».

«Non si può cancellare il passato. È giusto partire dalla tradizione (meravigliosa) per poi esplorare, spaziare», hanno messo in evidenza altri coristi. «Importante è non perdere di musica liturgica, cantate inni con artevista alcuni canoni: la bellezza del canto che non deve mai essere una distrazione ma un aiuto nelle liturgia».

È necessario, quindi, «rimanere comunque saldi a quelle che sono le regole della musica sacra nella liturgia». Ma, «come in tutte le cose, bisogna trovare il giusto equilibrio».

Musica liturgica: l’importanza dell’assemblea

Nella scelta del repertorio, hanno sottolineato molti dei coristi, giocano un ruolo fondamentale anche le persone presenti durante le funzioni liturgiche. Ci sono Messe in cui partecipano per lo più bambini, altre dove sono maggiormente presenti ragazzi più grandi etc.

Sarebbe musica liturgica, cantate inni con artedunque necessario distinguere fra tradizione e canti nuovi in base al tipo di assemblea: «ogni gruppo partecipa in modo diverso alla liturgia».

Essendo poi Roma una città multiculturale, c’è chi, tra i coristi, ha parlato della possibilità di aprirsi a brani cantati in altre lingue.

Importante, hanno ribadito ancora altri, «è far avvicinare le persone alla Messa in qualunque modo, fare le cose con Spirito e con amore. La musica è musica».

Le interviste ai cori

Ecco le risposte dei cori che si sono esibiti lo scorso 20 ottobre alla parrocchia di San Frumenzio:

Prima parte: 

Seconda parte: 

È già possibile iscriversi alla quarta edizione di Cantate Inni con Arte!


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