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Mozart, il 18 febbraio la lezione-concerto a Sant’Ignazio

Scritto da il 14 Febbraio 2020

Mozart: l’incontro nel giorno della memoria liturgica del Beato Angelico

Sarà Mozart al centro quest’anno del consueto appuntamento, a cura del Servizio per la Cultura e l’Università del Vicariato di Roma, in occasione della memoria liturgica del Beato Angelico, patrono degli artisti.

mozart«Vogliamo dedicare ogni anno a un’arte diversa» spiega ai nostri microfoni il direttore monsignor Andrea Lonardo. Così, se nel 2019 si è parlato di pittura, il prossimo 18 febbraio, alla chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio, a partire dalle ore 20.15, si rifletterà invece sulla musica.

A precedere la lezione-concerto dal titolo Il divino Amadeus e la grazia della fede. L’ultimo anno della vita di Mozart la Santa Messa (presieduta dal cardinale vicario, Angelo De Donatis, ore 18.30) durante cui l’Accademia Augustea del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, diretta da Federico del Sordo, eseguirà la Missa Brevis K192 di Mozart.

Nel corso dell’incontro «ascolteremo dei brani, che saranno introdotti e commentati, tra cui il Requiem, un brano del concerto per clarinetto e orchestra, delle parti del Flauto Magico, l‘Ave Verum etc». Tra gli interpreti il pianista Antonio Pergolizzi, il soprano Stella Alonzi, il tenore Domingo Pellicola e gli allievi dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, Paolo Sangiorgio e Davide Fusano, diretti da Andrea Giuliano.

Ascolta le parole di monsignor Andrea Lonardo: 

Mozart: un cattolico del suo tempo

Il musicista austriaco, chiarisce monsignor Lonardo «viene visto a volte come un massone per il Flauto magico, come un libertino per il Don Giovanni. In realtà, ci si rende conto che era cattolico, (cattolico alla maniera del suo tempo). C’era un linguaggio molto scurrile, le riflessioni sull’uomo, la donna e i loro rapporti erano tipici dell’epoca.

mozartLui divenne massone semplicemente perché era povero, per bisogno di soldi. Mostreremo come il Don Giovanni è un’opera in realtà sull’amore. Mentre nella massoneria dell’epoca la donna non poteva entrare, il culmine del Flauto Magico sono Tamino e Pamina che finalmente possono raggiungere il loro amore. Quindi quello che in realtà interessa al compositore è una storia d’amore che possa piacere al popolo».

Il Requiem 

«Ascolteremo la musica sacra, il famoso Requiem, che è l’ultima opera da lui composta su cui ci sono delle leggende assolutamente false.

Pensiamo al film Amadeus, dove non c’è una cosa vera, tranne la musica di Mozart. C’è tutta questa storia costruita sulla rivalità con Antonio Salieri.

In realtà Mozart compose quest’opera per una persona che gliel’aveva richiesta. Ai quei tempi si amava far figurare la propria capacità musicale comprando l’opera di altri. Ma Mozart morì, quindi fece i primi tre movimenti. Poi ci fu Süssmayr, un suo successore, che probabilmente era l’amante della moglie di Mozart. (Non era Mozart che tradiva la moglie, ma il contrario).

Quest’autore terminò l’opera. Si sentono ancora alcune linee di Mozart ma mise tutta l’orchestrazione, riprese alcune armonie musicale per completare le parti che mancavano. Probabilmente nel fare quell’opera, Mozart, che doveva venderla a una persona, contemporaneamente si rendeva conto che la sua vita stava finendo quindi compose anche la liturgia per il suo funerale».

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