Il detto “Mors tua vita mea” sta a significare che quando si è in due a contendersi qualcosa, se muore uno vive l’altro: “La tua morte è la mia vita, è condizione per la mia vittoria”. Nella nostra fede, invece, è esattamente il contrario: “Mors mea vita tua”!

Chi non è più un ventenne ha avuto diverse vicissitudini, diverse sofferenze, in tanti ambiti. Quante cicatrici ci portiamo: sofferenze che abbiamo ritenuto non solo pesanti ma anche incomprensibili, ingiuste e che poi nel tempo hanno avuto un senso diventando vita per gli altri. L’esperienza di dolore fa maturare e di quella maturazione ne giovano gli altri: se una persona, ad esempio, soffre perché abbandonata, se ha offerto questa sofferenza a Dio sarà poi capace di comprendere appieno altre persone abbandonate e di guidarle a trovare il senso del loro dramma.

Ecco il binomio umanamente assurdo di croce e resurrezione: la mia croce è la tua resurrezione! La morte di Cristo è la tua vita!

Ascolta la puntata a cura di Simona Panico